La leggenda del Munaciello ladro

La leggenda del Munaciello ladro

Ritorniamo ancora una volta nel sottosuolo napoletano, per parlare di un personaggio che già conosciamo:

Abbiamo infatti già raccontato la leggenda del munaciello,
http://www.storiedinapoli.eu/storie-di-napoli—italiano/o-munaciell

Ma indagando più a fondo, la storia si fa intrigante e questo piccolo essere assume un ruolo molto più credibile di quello del fantasmino combinaguai.

Tutti sanno che i Romani fecero delle cave di tufo delle cisterne per portare l’acqua alla città in fase di crescita, secondo un sistema di cuniculi e reticoli. La città crebbe a tal punto che il sistema dei Romani venne considerato obsoleto, si decise così di trasformare l’acquedotto in fognatura.

Per questa nuova funzione del sottosuolo vennero assunti degli uomini, chiamati “pozzari” che tramite delle incisioni fatte sul muro, risalivano fino alla superficie. La tenuta da lavoro consisteva in un mantello con cappuccio per combattere l’umidità, molto simile a quello dei monaci.

Molti dei pozzi che questi uomini risalivano, conducevano nelle case dei nobili. Ed è appunto per questo motivo che si dice che i pozzari si occupavano maggiormente delle nobildonne piuttosto che della rete idrica.

Le nobili signore annoiate dalla vita sfarzosa, trovarono nei pozzari una dolce compagnia. Queste figure si introducevano di soppiatto in casa, con il cappuccio alzato, se la signora gradiva la loro presenza, essi facevano comparire qualche oggettino, in caso contrario facevano scomparire qualche oggettone, di valore sicuramente superiore.

E’ da qui che si attribuisce al munaciello la scomparsa di oggetti di valore, ma i nobiluomini non sapevano che quella figura magica altro non era che l’uomo delle fogne con cui la moglie passava i pomeriggi a giocare a carte.

-Roberta Montesano

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