La Scarpetta

La Scarpetta

L’ultima forchettata di pasta è andata, nel piatto niente oltre il delizioso sugo, con occhi attenti scrutiamo i commensali, il cestino del pane è pieno, puntiamo alla fetta più invitante e via, incomincia il momento migliore del pasto: la scarpetta.

Col termine fare la scarpetta si intende: “raccogliere il sugo rimasto nel piatto passandovi un pezzetto di pane infilzato nella forchetta, o più comunemente tenuto tra le dita” (Treccani)

Un’usanza che non riguarda solo Napoli, ma tutti i buongustai del meridione. C’è chi dice che il modo di dire derivi dalla figura del pane che tenuto dalla mano o dalla forchetta ricorda una piccola scarpetta. La tesi che si rifà all’etimologia del termine, sostiene che la scarpetta ricordi la parola “scarsetta” che nei dialetti meridionali significa povertà. Difatti qualche tempo fa fare la scarpetta era simbolo di morto di fame, che colpito dalla povertà ripuliva il piatto fino all’ultima briciola o fino all’ultima goccia di sugo.

Uno studio scientifico ha visto come protagonista il nostro pezzo di pane, tant’è che uno studioso australiano ha deciso di esaminare i vari tipi di pane e trovare tra questi quello che fosse più adatto a raccogliere il sugo. Le ricerche hanno portato al vincitore indiscusso del mondo dei pani: la ciabatta.

Contro la scienza che ci fornisce modi per assaporare meglio questi momenti si schiera il Galateo: sebbene il bon ton consenta di aiutarsi col pane per avvicinare il cibo alla forchetta, E’ ASSOLUTAMENTE VIETATO utilizzare il pane per ripulire il piatto.

E quindi se volessimo essere dei principini ben educati lasceremmo andar via quel delizioso sughetto che ci guarda con occhi supplichevoli. Ma anche il più perbene dei principini, piuttosto che andar alla ricerca di belle principesse, alla vista di una bella salsa, sfilerebbe una fettina di pane dal cestino e di nascosto farebbe una bella scarpetta, lasciando la povera Cenerentola scalza.

-Roberta Montesano

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