"Bisogna abbattere il castel dell'Ovo"

“Bisogna abbattere il castel dell’Ovo”

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Al posto di quel rudere brutto e inutile costruiremo il rione più lussuoso del mondo: il Castel dell’Ovo è da abbattere“.

Follia? Scherzo? Chi è quel pazzo che ha detto quest’eresia?
Si tratta di una esclamazione del nostro sindaco Paolo Emilio Imbriani, divenuto famoso per aver cambiato il nome di Via Toledo in Via Roma nel 1870.
Questa frase è infatti stata pronunciata realmente nel 1871, esattamente dieci anni dopo la caduta del regno borbonico e nel pieno Risanamento, durante la definizione del piano di regolazione urbanistica in sede di Consiglio Comunale.

Il progetto era ambiziosissimo e rientrava nell’enorme piano di ricostruzione del Rione Santa Lucia: fu redatto e portato avanti dall’Associazione Scienziati, Letterati ed Artisti Napoletani e consegnato al Sindaco per una sbrigativa approvazione.
Fortunatamente, poi, a causa dei tempi e dei costi faraonici da sostenere per la demolizione di una fortezza così grande, I promotori dell’iniziativa si resero presto conto dell’impraticabilità della soluzione: i soldi andavano destinati prima alla costruzione dei nuovi palazzoni per l’alta borghesia e per il futuro Corso Umberto.
La demolizione di Castel dell’Ovo fu quindi rimandata ad una data che non fu più decisa, complice il tormentato futuro dell’Italia.
Il castello fu quindi lasciato in stato di totale abbandono fino al 1975, quando iniziarono i lavori di restauro che hanno restituito il monumento ai cittadini.

Curiosità:
Fu immaginata la demolizione del castello anche durante l’epoca della speculazione edilizia con Achille Lauro, ma l’idea non ebbe mai una concreta realizzazione: rimase un pourparler fra due famosi imprenditori edili, fuori dai tavoli “ufficiali” del Comune.
Anche i più spietati palazzinari avranno avuto un cuore?
Nel dubbio, l’uovo di Virgilio ringrazia.

 

-Federico Quagliuolo

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