Piazza Dante notturna

La storia di Piazza Dante, la Piazza di Vanvitelli

Piazza Dante notturna

Se Piazza Dante chiamasse “Piazza Vanvitelli” non sarebbe affatto uno scandalo: d’altronde, l’intera piazza porta la firma del leggendario architetto napoletano\olandese.

Ci troviamo infatti di fronte a quello che un tempo era chiamato “Largo Mercatello“, poi diventato “Foro Carolino”.
La sua storia ha radici nel 1500\1600: a causa dell’espansione incontrollata dei rioni dell’Avvocata grazie alla nascita di Via Toledo, si organizzò un secondo mercato cittadino nella piazza più larga disponibile, al di fuori delle antiche mura della città.

Fu proprio così che nacque Largo Mercatello, per differenziarla da Piazza del Mercato, il “centro commerciale” della città sin dal 1270.
Largo Mercatello, infatti, era uno spiazzo irregolare, circondato da ruderi e vecchie case cadenti. In alto, poi, c’era l’ingresso principale del monastero di San Sebastiano, addirittura istituito dall’Imperatore Costantino nel IV Secolo!

Conclusosi il Vicereame spagnolo e con l’arrivo di Carlo di Borbone a Napoli, invece, cominciò un processo di rivalutazione di un tessuto urbano sviluppatosi prima in modo scellerato e senza regole: furono ingaggiati gli artisti più bravi dell’epoca per rimodernare la città, fra cui spiccava un certo olandese-napoletano di nome Lodewijk Van Wittel, italianizzato in Luigi Vanvitelli, il figlio del famosissimo pittore Gaspar Van Wittel.

L’idea di Vanvitelli fu semplice: radere al suolo l’intero isolato, in modo da creare una piazza perfetta, regolare, con al centro un monumento che attirasse la vita cittadina.
Il monastero di San Sebastiano, poi, fu convertito in un convitto dei Gesuiti (quello che i Savoia poi chiameranno “Convitto Vittorio Emanuele“).
Da allora e per i seguenti 100 anni, la piazza verrà chiamata “Foro Carolino”, in onore di Carlo di Borbone.

Quando arrivò l’Unità d’Italia, anziché dare al Foro Carolino il giusto riconoscimento, intitolandolo a Luigi Vanvitelli, si scelse di “spostare” il nome del grande architetto nel neonato Vomero.

Piazza Vanvitelli nacque infatti in un grande progetto di speculazione della Banca Tiberina, nell’idea di costruire un “Nuovo Rione Vomero”, alle spalle dell’antico villaggio in collina.
La piazza vomerese fu realizzata nel 1870, quando Vanvitelli era più che morto. Un anno dopo anche il Foro Carolino cambiò il nome: nel 1871 fu costruita una statua di Dante e, da allora, la piazza di Vanvitelli la conosciamo tutti come “Piazza Dante”. Ironico il destino!

-Federico Quagliuolo

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