"San Gennà, futtitenn'!" e la statua sul Ponte della Maddalena

“San Gennà, futtitenn’!” e la statua sul Ponte della Maddalena

San Gennaro statua Ponte della Maddalena

Il Ponte della Maddalena fu protagonista di un episodio che racconta tutta la capacità dei napoletani di affrontare anche i momenti più difficili con ironia e sarcasmo. E fu proprio per questo che rincuorarono San Gennaro scrivendogli “San Gennà, futtitenn!”, quando fu rimosso come patrono di Napoli nel 1799.

Perché un ponte?

Ci troviamo in zona Porto, all’altezza del Molo dei Granili: questa strada, ormai, è tutto tranne che un ponte: si tratta di un luogo anonimo, prossimo ai moli commerciali del Porto di Napoli. Diversi secoli fa era presente una chiesa dedicata alla Maddalena (e da questa il ponte ha preso il nome), distrutta durante l’ultima guerra mondiale.

In realtà, in questo luogo passava l’antichissimo e leggendario fiume Sebeto, decantato dagli antichi romani per la qualità delle sue acque e per la bellezza dei suoi scenari, tanto da ispirare intere generazioni di poeti.
Poi arrivò la speculazione edilizia, il Centro Direzionale ed il fiume Sebeto sparì sotto una immensa colata di cemento, senza lasciare più alcuna traccia. Il Ponte della Maddalena serviva infatti come attraversamento per le acque dell’antico fiume che qui sfociava nel mare.

E cosa c’entra San Gennaro?

La statua del santo fu posta in questo luogo per ricordare l’eruzione del 28 Marzo 1767, durata addirittura 7 mesi, durante i quali la lava arrivò a San Giorgio a Cremano e stava per raggiungere Napoli.
I Napoletani, disperati, chiesero aiuto proprio a San Gennaro portando la statua del santo sul Ponte della Maddalena. Miracolosamente, la lava si fermò ai piedi della figura sacra e tutta la città gridò al miracolo.
Per commemorare l’evento, fu eretta una statua raffigurante San Gennaro rivolto verso il Vesuvio, con la mano alzata come per dire “qui non puoi passare!”.

Questa statua era particolarmente amata dai napoletani, tanto da diventare protagonista di un episodio divertente: quando nel 1799 San Gennaro fu sostituito da Sant’Antonio come patrono ufficiale di Napoli, i cittadini napoletani scrissero sulla base della statua una serie di messaggi di solidarietà verso l’amatissimo santo. La prima scritta fu “San Gennà, futtitenn’!”

La storia di Antonio come primo patrono della città è poi durata molto poco, dato che pochi mesi dopo fu ripristinato San Gennaro nella sua giusta carica.

-Federico Quagliuolo

Sostieni Storie di Napoli con una donazione o con un Patreon!

https://storienapoli.it/sostieni-storie-di-napoli/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You May Also Like
Tavola Strozzi: testimonianza della Napoli aragonese

Tavola Strozzi: testimonianza della Napoli aragonese

A volte ci pensiamo. Come sarebbe bello, anche solo per un momento, ritornare in un passato mai vissuto, e dare un’occhiata alla magia delle epoche a noi lontane. Perchè il passato, bello o brutto, ha sempre un retrogusto particolare. Nella realtà non si può, ma con un po’ di immaginazione diventa possibile; specie se davanti un dipinto come Tavola Strozzi, che riesce a farci immedesimare nella Napoli del Quattrocento.