Castel Sant'Elmo

Castel Sant’Elmo

Castel sant'Elmo

 

Dalle viscere della terra, saliamo fino a toccare il cielo

Sulla collina del Vomero, sul punto più alto, sorge uno dei cinque castelli di Napoli, in difesa della capitale.

Dal mare il Castel Sant’Elmo sbuca come prolungamento naturale della roccia. Se ne sta lì, come un masso, ispirando imponenza e un po’ di solitudine.

Ma il castello, non è sempre stato come lo vediamo oggi. Nel corso dei secoli è stato ampliato, distrutto, venduto, ricostruito e usato per mille e una cose.

Le prime informazioni risalgono al 1329 quando Roberto D’Angiò decide di costruire un vero e proprio palazzo in pianta quadrata e provvisto di torri. Dopo una serie di assedi, battaglie, e bla bla bla, la proprietaria Giovanna II d’Angiò vende il castello per la modica cifra di diecimilacinquecento ducati ad Alfonso d’Aragona. Il castello a seguito di numerosi litigi tra i francesi e gli spagnoli venne in parte distrutto, così nel 1537 Carlo V decise di ricostruirlo, dandogli la forma che oggi vediamo, che a dispetto del parere di molti, fu ottimale per la battaglia. I lavori durarono solamente due anni.

Ma, non finisce qui, poichè nel 1587 Madre Natura mostra un po’ della sua “cazzimma” e scaglia un fulmine che guarda caso colpisce una polveriera… e bum! Mezza fortezza salta in aria, portando con sè 150 vittime. Per fortuna dopo questa serie di peripezie non ci furono ulteriori distruzioni.

Da fortezza inespugnabile il castello diventò anche prigione di lusso, e rifugio per nobili, nonchè simbolo della Repubblica Napoletana.

Oggi è un museo magnifico e luogo di concerti.
E’ bello pensare come la storia di Napoli abbracci tutto il territorio ed ancora più bello ammirare il panorama da Castel Sant’Elmo e soffermarsi su come sia cambiata la città e su come siamo cambiati noi che la ammiriamo.

-Roberta Montesano

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