La dolce musica del Conservatorio

La dolce musica del Conservatorio

Conservatorio di Napoli

 

Passeggiando per il centro storico, nei pressi di Portalba, si può ascoltare una musica melodiosa che , sempre più intensa, entra in ognuno di noi per non uscire più. Questa è l’ aria che si respira in via San Pietro a Majella dove sorge dai primi dell’ 800′ uno degli istituti di formazione musicale più importanti, maestose e prestigiose d’Italia, nonché centro portante dello sviluppo della musica napoletana.

Il Conservatorio trae le sue origini da quattro orfanotrofi risalenti al 500’ : Santa Maria di Loreto , il Sant’Onofrio a Porta Capuana , i Poveri di Gesù Cristo e la Pietà dei Turchini. Collocate nelle zone più povere della città, queste strutture divennero ben presto istituti musicali, per via del numero sempre maggiore di cantanti e compositori che furono in grado di rendere la musica un lavoro proficuo e anche ben retribuito. Gli orfanotrofi erano gli istituti in cui veniva “conservata” la musica, da qui il termine Conservatorio.

Ma a seguito della Rivoluzione Napoletana del 1799 l’unico dei quattro a sopravvivere fino ad oggi fu “La Pietà dei Turchini”. Non essendo all’altezza di conservare la tradizione musicale napoletana, essendo poco capiente ed accogliente, venne spostato nel Convento delle Dame di San Sebastiano ed infine trasferito nell’antico convento dei Padri Celestini, a via San Pietro a Majella, dove è attualmente situato.

Negli ultimi anni il Conservatorio musicale di Napoli ha anche avuto un importantissimo riconoscimento culturale. Infatti l’immobile e tutto il patrimonio musicale è stato dichiarato dal Ministero delle Attività Culturali e del Turismo “bene di interesse Storico-Architettonico”.

Ed ora, con le dolci note provenienti dalle sue mura, il Conservatorio, delizia ogni giorno i concittadini partenopei ed i turisti che passeggiano per le strade del centro storico napoletano.

-Valerio Iovane

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