Il Palazzo degli Spiriti: i segreti di Marechiaro

Il Palazzo degli Spiriti: i segreti di Marechiaro

Il Palazzo degli Spiriti: i segreti di Marechiaro

Il Palazzo degli Spiriti: i segreti di Marechiaro

Nel piccolo borgo posillipino di Marechiaro c’è un complesso archeologico sgretolato dal tempo e dal mare: è il Palazzo degli Spiriti.

Esso fu costruito nel I secolo a.C., nell’ambito del più ampio progetto della Villa Imperiale di Pausilypon, lussuosa dimora del ricco liberto romano  Publio Vedio Pollione.

 Le leggende nate intorno a questo edificio sono molto antiche, eppure ancora raccontate con una certa reverenza dai più anziani abitanti del borgo.

Virgilio, lo spirito poeta

 Una delle leggende, e forse la più affascinante, riguarda la figura del poeta Virgilio, che tanto amò Napoli e in particolar modo la serena e silenziosa Posillipo.

 I pescatori, si sa, lavorano per lo più di notte. Sotto il sole cocente del giorno possono limitarsi ad armeggiare con le reti e a pulire i gozzi, con una premura brusca e una quieta delicatezza sorprendenti per loro mani grosse e ruvide.

 È di notte, tuttavia, che si svolge la parte più importante della loro attività. E, proprio nelle notti di calma piatta, molti pescatori raccontano di aver sentito più di una volta dei suoni melodiosi provenienti proprio dal Palazzo degli Spiriti. Alcuni affermano addirittura di aver visto, in una delle arcate della villa, una figura luminosa suonare la cetra e declamare versi poetici. Come fa allora, il pensiero, a non volare al poeta mantovano, ancora pronto a raccontare le sue storie tra le polverose pareti di tufo?

Spiriti falsari

 C’è anche un’altra leggenda, tuttavia, meno romantica e forse per questo più vicina alla realtà, sul Palazzo degli Spiriti. Pare, infatti, che in un’epoca imprecisata e lontana alcuni falsari levantini, forse Turchi, avessero impiantato una zecca clandestina proprio all’interno del Palazzo.

 Qui, dediti alla non nobile arte di coniare monete false alterandone il quantitativo in oro e argento, per non essere disturbati erano soliti appendere alle finestre del Palazzo alcuni teli bianchi.

Agitati dalla brezza marina, e illuminati dalle torce retrostanti, i teli ondeggiavano nell’oscurità delle notti marechiaresi, consentendo così al Palazzo degli Spiriti di arricchire il già generoso elenco di luoghi misteriosi e spettrali della nostra città.

Beatrice Morra 

 

 

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