Oscar Meuricoffre, il banchiere svizzero che rese Napoli la città più ricca d'Italia

Oscar Meuricoffre, il banchiere svizzero che rese Napoli la città più ricca d’Italia

Oscar Meuricoffre, il banchiere svizzero che rese Napoli la città più ricca d'Italia
Il monumento funerario dei Meuricoffre

La famiglia Meuricoffre riuscì a legare Napoli e la Svizzera, che oggi è raccontato nel Cimitero degli Inglesi all’Arenaccia. Spesso i ragazzini giocano a pallone, passando indifferenti vicino ad una tomba che racconta una storia appassionante, importante, completamente ignorata.

Raccontare quanti e quanto furono intensi i rapporti fra la famiglia svizzera e Napoli è difficile: i Meuricoffre erano una famiglia di ricchissimi banchieri che decisero di stabilirsi nella bellissima Napoli del 1760, per commerciare con il Regno la pregiatissima seta calabrese.
Convinti dalla bontà della politica di Ferdinando IV, decisero allora di stabilire le prime attività bancarie a Napoli, inaugurando a Via Toledo la prima filiale della banca di famiglia, che diventò in brevissimo tempo la banca privata più importante del Sud Italia.
Morto Ferdinando, fu Achille Meuricoffre a diventare l’uomo più potente del Regno dopo il Re, tanto da comprare due gigantesche ville a Capodimonte, a pochi passi dal Palazzo Reale: la Grande Villa e “Villa La Fiorita.  Luoghi tanto belli da essere addirittura ritratti nelle cartoline di fine ‘800.

Achille non era ancora ancora soddisfatto. Lavoratore infaticabile, silenzioso ed efficiente, fu degno rappresentante dell’anima svizzera: il suo potere crebbe smisuratamente, tanto da diventare consulente personale di Francesco I.

Mandò poi i figli, Oscar e Tell, a studiare nelle università di Parigi, Liverpool, Berlino e Philadelphia per ampliare le loro conoscenze del mondo ed imparare il modo di affrontare gli affari in tutto il pianeta, anticipando di cent’anni le idee del capitalismo moderno.

Tornati a Napoli, Oscar e Tell decisero di investire in tutto il Sud Italia in attività agricole, tessili e finanziarie, oltre ad essere attivissimi nel sociale: amatissimi dai napoletani, vissero con Ferdinando II il loro momento di massimo potere: fondarono l’Ospedale Internazionale di Corso Vittorio Emanuele, furono i padri della Scuola Svizzera (chiusa nel 1990!), furono i finanziatori della Società Napoletana del Gas, che regalò a Napoli la prima illuminazione pubblica delle strade in Italia, furono i fautori di infinite opere pubbliche di beneficenza. 

Oscar Meuricoffre
Una foto di Oscar Meuricoffre, il “titolare” della tomba in foto

Arrivò poi l’Unità d’Italia. E, nonostante questa, Oscar e Tell riuscirono a far sopravvivere la loro banca allo smantellamento delle attività economiche napoletane. Anzi, investirono: acquistarono oliveti in Calabria ed in Salento, costruirono fabbriche in Puglia e continuarono a prosperare fino ai primi del ‘900, nonostante la guerra serrata con gli altri istituti di credito italiani. Almeno fino alla morte di entrambi i fratelli. 
Nel 1890 banca cadde in mano ad un altro parente dei Meuricoffre e, in pochi anni, cadde in rovina, fino a quando nel 1905 fu acquisita dal Credito Italiano, che così ottenne la possibilità di intraprendere commerci con gli Stati Uniti, avendo eliminato l’unica banca italiana che vantava il monopolio sugli scambi con i mercati americani.

E con la banca sparì anche la famiglia Meuricoffre dalla storia di Napoli, lasciando una piccola tomba bianca in un cimitero abbandonato, maltrattato, dimenticato.
Mentre la villa di Viale Colli Aminei fu abbandonata per tanti anni e poi abbattuta nel 1970 per costruire quel mostro di cemento della facoltà di Teologia, l’altra casa dei Meuricoffre sopravvisse alle follie dei palazzinari ed oggi è un luogo di ricevimento d’élite, la bellissima Villa Domi.

-Federico Quagliuolo

Riferimenti:
https://www.swissinfo.ch/ita/ritratto-di-famiglia–i-meuricoffre-di-napoli/3837702
https://www.svizzeri.ch/2013/08/11/la-famiglia-meuricoffre-4/

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