Da Terra Imperiale a luogo di Storia: i vizi e le virtù dell’antica Baiae

Da Terra Imperiale a luogo di Storia: i vizi e le virtù dell’antica Baiae

Baia

 

Chi abita a Napoli l’ha sicuramente nominata più di una volta, soprattutto in periodo estivo: Baia è una frazione di Bacoli, un piccolo borgo fatto di case di pescatori che affaccia direttamente su due golfi, quelli di Pozzuoli e Napoli.

Dal porto è infatti possibile osservare quasi per intero la costa Flegrea, e ciò che ne viene fuori è probabilmente uno dei più bei panorami che la natura abbia potuto offrirci: dal Monte Nuovo al porto di Pozzuoli, fino ad arrivare all’isola di Nisida, che avanza allo strapiombo di Posillipo.
Tali bellezze non possono che essere sorvegliate dal nostro Vesuvio che, incurante della distanza, è come sempre maestoso.
A seguire è quasi sempre possibile scorgere anche la Penisola Sorrentina, col Monte Faito che apre le danze e Punta Campanella che chiude il sipario aprendolo al mare.

Questa vista su un architettura geografica così armoniosa, e allo stesso tempo così furiosa essendo il risultato di innumerevoli episodi vulcanici, ha attratto l’attenzione dell’èlite romana facendo di Baia un luogo di villeggiatura; la sua fama raggiunse livelli addirittura superiori a quelli di Capri e Pompei.
Di fatto Baia divenne la sede di villeggiatura di Imperatori come Claudio, e successivamente luogo di svago per Nerone. Quest’ultimo prese in carico un progetto, mai terminato, che prevedeva la costruzione di un bacino in cui sarebbero venute a sversarsi tutte le acque termali del territorio. Baiae era infatti amata per le terme che sorgevano e tutt’ora sorgono nel suo territorio. Inoltre fu qui che Nerone pianificò la morte di sua madre Agrippina, la cui tomba si trova nei pressi della Marina Grande di Bacoli.

Numerosi altri imperatori hanno goduto delle bellezze di Baiae, e con loro le più alte gerarchie romane,  come stanno a testimoniare le numerose costruzioni rinvenute in quello che ora è il Museo Archeologico di Baia e nella favolosa Baia Sommersa. Periodi di splendore e austerità si sono alternati a tempi di stravaganza e dissolutezza, tanto da spingere Seneca a parlare di “Villaggio del Vizio” e Ovidio a nominarla “luogo appropriato per fare all’amore”.

Tuttavia, con le Invasioni Longobarde Baia divenne sempre più povera, fino a cedere col fenomeno del bradisismo, che ha provocato lo sprofondamento di gran parte degli edifici e delle strade. In questo ambito è di fondamentale importanza la scoperta del Ninfeo sommerso di Punta Epitaffio (nella foto) che ha permesso l’identificazione di parte della ex-costa di Baia, oltre che del complesso del Ninfeo.

Insomma, Baia che fu la ritroviamo oggi più bella che mai, sia a terra che nelle profondità del mare.

Buonanotte a chi ama Napoli

Guido Daniele Villani

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