Alla riscoperta delle tradizioni del Capodanno: lo "sciuscio"

Alla riscoperta delle tradizioni del Capodanno: lo “sciuscio”

Alla riscoperta delle tradizioni del Capodanno: lo “sciuscio”

 

Un altro anno è finito e, come sempre, siamo pronti a dare il benvenuto al nuovo anno che verrà.
In Italia il Capodanno è ricco di tradizioni, ma è indubbiamente la Campania una delle regioni che rimane maggiormente legata alle antiche usanze.
Come per le feste di Natale, anche a Capodanno le famiglie sono solite riunirsi, non solo per lo scambio dei regali, ma soprattutto per il semplice piacere di ritrovarsi insieme a tavola per condividere ghiotti banchetti.
Ma il Capodanno in Campania non è costituito solo da cene, petardi e fuochi d’artificio, è anche e soprattutto passione ed amore per le antiche tradizioni.

Fra queste antiche tradizioni di cui si parla, ce n’è una molto folkloristica legata al mondo musicale.

Tale tradizione porta il nome di “sciuscio” ed ha avuto origine proprio nella città di Napoli.

DSC_0771
Pochi ne avranno sentito parlare… ed infatti, di cosa si tratta esattamente?
La sera del 31 dicembre, secondo le antiche tradizioni dei contadini, gruppi di amici cantavano delle serenate di buon augurio andando di casa in casa.
Coloro che cantavano e suonavano non erano affatto dei professionisti, anzi, i loro erano per così dire dei veri e propri strumenti di fortuna: piatti, pentole ed ogni altro tipo di aggeggio che potesse produrre un qualche suono.
In cambio della loro serenata, i nostri musicisti improvvisati, ricevevano dolci ed altre leccornie provenienti direttamente dal cenone di Capodanno.

Infatti, essi erano proprio soliti suonare sugli usci, dedicando la loro musica al padrone di casa, per augurare buon anno a lui ed a tutta la sua famiglia.
Ancora oggi questa tradizione continua a sopravvivere: può capitare, infatti, di incontrare gruppi formati da giovani musicisti, ma anche da dilettanti, che percorrono la città. Per lo più, però, oggi, questi gruppi sono composti da bambini che, in cambio della loro musica, si aspettano sempre di ricevere dolcetti o, perché no, anche qualche monetina.
Durante il loro cammino tutte le strade e tutte le case sono inondate da gradevoli melodie, melodie che vogliono esser per tutti un augurio di un felice anno nuovo.

 

– Cristina Bianco

Storie di Napoli è il più grande sito web dedicato alla cultura napoletana. È e sarà sempre gratuito, ma dietro c'è tanto lavoro fatto di notti insonni, ricerche, viaggi e sopralluoghi.
Sostieni le nostre ricerche con una donazione!






Alla riscoperta delle tradizioni del Capodanno: lo "sciuscio"
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You May Also Like
Custer, Toro Seduto, il carciofo del Vomero e Giovanni Martini

Custer, Toro Seduto, il carciofo del Vomero e Giovanni Martini

Giovanni Martini: il napoletano sopravvissuto a Custer, Toro Seduto e i carciofi del Vomero Che legame c’è tra il generale Custer, Toro Seduto e i carciofi? Una tromba! Come mai? Questa è la spettacolare storia di Giovanni Martini, un napoletano trasferitosi negli U.S.A.dopo essere stato cacciato dall’esercito di Garibaldi.
La musica dell'imperatore Nerone

La musica dell’imperatore Nerone

Nerone è uno dei personaggi più controversi della nostra storia. Tutti lo conosciamo sin da piccoli per le sue follie, il suo carattere irascibile ed incontrollabile. Tutti abbiamo studiato questi aspetti…