Lo Sferisterio di Fuorigrotta: il vuoto oltre le mura

Lo Sferisterio di Fuorigrotta: il vuoto oltre le mura

SFERISTERIO

 

Lo Sferisterio Partenopeo.

Un enorme colosso che riposa abbandonato e ormai sventrato nel cuore di Fuorigrotta. Le insegne fuori cadono a pezzi e girandoci attorno si può capire a pieno come il ciclo della vita continui, e come la natura si riprenda ciò che le è stato tolto.

Costruito nel 1950, con il progetto dell’ingegnere Franco Torelli, questo gigante di tufo fece del quartiere di Fuorigrotta uno dei quartieri più all’avanguardia del Sud Italia. Un edificio nato inizialmente per sport quali la pelota e il tamburello, che all’epoca sfornavano eroi nazionali, e che nel corso degli anni si adattò alle mode sportive accogliendo il calcetto. Un edificio di  2769 mq, che con il crescere della sua importanza ospitò eventi mondani e concerti musicali. E fu proprio uno di questi che lo portò alla distruzione.

Sferisterio-Fuorigrotta-Napoli-1977-0

Nel gennaio del 1987, il proprietario ricevette una telefonata da parte della camorra, il clan che all’epoca comandava la zona richiedeva il pagamento del pizzo. Proprio per il 31 gennaio dello stesso anno era previsto un concerto: ospiti d’onore Riccardo Fogli e Franco Califano, concerto che avrebbe fruttato al proprietario della struttura ben 3 milioni delle care vecchie lire. Concerto che mai avvenne, poiché il secco rifiuto da parte del proprietario a cedere una gran parte del ricavo alla camorra fu come un detonatore di una bomba che nella notte precedente al concerto provocò un incendio che durò ben cinque ore. Le fiamme spolparono l’intero Sferisterio, ciò che ne rimane oggi è solo lo scheletro. Sconcertante come passandoci accanto e curiosando tra le finestre l’unica cosa che si veda è il cielo blu, unico tetto rimasto a coprire le poche macerie.

 

All’interno non è rimasto più nulla, solo una scritta: “LA DECISIONE DELL’ARBITRO E’ INAPPELLABILE“, ci riporta alla mente ciò che lo Sferisterio era un tempo. Un triste destino per un edificio che all’epoca era simbolo di felicità e di sana competizione.

sferisterio napoli

Ad oggi numerosi sono stati i progetti proposti e quasi sull’orlo di partire, ma nei fatti nulla è stato compiuto. Si spera di poter rivedere presto questo luogo fiorire e ricordare che nonostante il boato e le fiamme, lo Sferisterio è rimasto in piedi, desideroso di riscatto.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You May Also Like
La vita dopo la morte: Il cimitero di Poggioreale

La vita dopo la morte: Il cimitero di Poggioreale

Dove riposano i grandi poeti, scrittori, musicisti e letterati della cultura napoletana? Nel cimitero di Poggioreale!
La canzone "Torna a Surriento"? Fu dedicata a un ministro!

La canzone “Torna a Surriento”? Fu dedicata a un ministro!

La celebre canzone “Torna a Surriento“, di Ernesto e Giambattista De Curtis, ha tutta l’ aria di essere una canzone d’amore, come se ne possono trovare in grande quantità nella…
La folle corsa di Atalanta e Ippomene: inganno d'amore a Capodimonte

La folle corsa di Atalanta e Ippomene: inganno d’amore a Capodimonte

Il mito di Atalanta e Ippomene raccontato attraverso il dipinto di Guido Reni, custodito al Museo di Capodimonte di Napoli