La 'nomade' di Napoli: la fontana del Nettuno

La ‘nomade’ di Napoli: la fontana del Nettuno

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Manca ancora un ultimo tocco finale al completamento dei lavori in corso fra piazza Municipio ed il Maschio Angioino, ma già da ora la visuale che possiamo avere del paesaggio urbano rende giustizia a tutti questi lunghi anni di stravolgimenti.

Ed il nuovo punto di riferimento per incontrarsi, il monumento che spicca in tutta la sua imponenza al centro della rotonda piazza è la fontana del Nettuno, benevolmente chiamata ‘la fontana nomade’.

Infatti, costruita intorno al 1600 per volere del viceré Enrique de Guzmán, essa è stata ospitata da molteplici luoghi della città.

La sua prima sistemazione fu l’Arsenale del porto: ben presto però la zona rimase a secco d’acqua e per ordine del viceré duca d’Alba, nel 1628, fu trasportata nell’attuale piazza del Plebiscito. Ma essendo la piazza un luogo di feste, la grande opera risultava d’intralcio: nel 1634 venne spostata a Santa Lucia ed arricchita da alcune sculture di Cosimo Fanzago. Cinque anni dopo, però, si decise di ricollocarla al largo delle Corregge al fine di abbellire quella strada che ci è oggi nota con il nome di via Medina. Fu restaurata nel 1649 a causa delle mutilazioni subite nella rivolta di Masaniello e di nuovo nel 1675, prima di essere ulteriormente spostata all’inizio di via del Molo. Nel 1692  fu posta fra l’inizio di via Medina e quello di via del Molo.

Dopo due secoli di tranquillità nel 1886, in vista dei rinnovamenti del “Risanamento”, fu rimossa da quel luogo e posta sotto Pizzofalcone.

Nel 1898 riapparve nella piazza della Borsa, collocazione che ha conservato sino al 2000 finché, rimossa per la costruzione della metropolitana, fu collocata ancora una volta in via Medina.

A partire dal 2015 si trova, dove possiamo attualmente ammirarla, in piazza Municipio, dinanzi palazzo San Giacomo.

…Ma c’è da chiedersi: per quanto tempo ancora resterà lì?

-Federica Russo
La foto è di Federico Quagliuolo!

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