L’acquavitaro: l’antenato del barman Napoletano

acquavitaro

Negli ultimi anni il settore del bar, ha visto uno sviluppo esponenziale sia di quantità che di qualità.

I bar man si sono specializzati e hanno creato correnti stilistiche  come quella “futurista” piuttosto che “proibizionistica”, rendendo i cocktails unici e ricercati ispirandosi a ricette personaggi e prodotti dell’epoca.

Anche nel regno delle due Sicilie c’era un personaggio che  viene spesso citato negli annali civili del regno borbonico è “l’acquavitaro”.

Questo personaggio era solito lavorare dalle 19,00 del pomeriggio sino al mattino seguente, offrendo ai suoi clienti per strada un vero e proprio happy hour.

Aveva appesa al collo una cassetta nella quale allestiva il suo bar ambulante. All’interno vi sistemava liquori, distillati, rosoli, mistrà e le “prese” che erano i bicchierini di ceramica dove serviva i suoi clienti (bicchieri dai quali deriva la frase “a pres r’anns“). Oltre che a servire da bere, aveva anche dei tarallini o confetti per far stuzzicare i suoi clienti.

I liquori erano per lo più degli aniciati , o liquori a base di spezie e portavano nomi come: “Stomateca”(simile ai nostri amari da fine pasto), “Annese“(liquore a base di anice e cumino), “Sambuchelle”(liquore o distillato di solo anice stellato) e infine troviamo la “Rumma”, “Acquavite”, “Centerbe” e molti ancora.  Molti di questi, sono poi stati acquisiti da aziende e li troviamo ancora oggi nei bar.

Per far un esempio,  la sambuca Molinari, fu  inventata da un Acquavitaro di nome Luigi Manzi nel 1851 ad Ischia partendo dalla sua sambuchelle dalla sua cassetta . Vendette poi la sua ricetta nei primi del novecento alla famiglia molinari.

Gli ACQUAVITARI avevano una bottega dove producevano i propri liquori. Acquistavano l’ alcool di base nelle distillerie del Regno lo unica alle erbe o gli agrumi, tanto diffusi e di ottima qualità, per produrre i suoi liquori. Aveva  una botte di legno dove rovesciavano i fondi delle bottiglie per poi aggiustarli con zucchero e alcool per poi rivenderli come “a vott ra società”, ad un costo migliore per favorire anche i clienti con meno possibilità economiche.

Ma la cosa più curiosa e che loro preparavano le famosissime AMMISCANZE.

Veri e propri cocktails che loro servivano miscelando più prodotti con cura e tenendo conto già di abbinamenti di sapori, visto che era un vero e proprio barman. Alcune ricette citate dagli annali civili, rivelano la cura che avevano della bontà dei prodotti e delle “Ammiscanze”

Per citare una famosa ricetta :

ammiscanza  O’ROC (il dolce)

acquavite di vino

liquore agli agrumi

de goccie di liquore all’anice

zucchero

 

Quindi un vero e proprio pioniere del bar che ha anticipato i tempi servendo già cocktail, liquori di qualità, stuzzichini e intrattenendo i suoi clienti con sorriso e simpatia come solo a Napoli si sa fare.

 

Storia di Salvatore Mosca

Illustrazione di Alessandro Amoresano

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