La casa dei pompieri di Napoli in Via del Sole

La casa dei pompieri di Napoli in Via del Sole

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Tra i tanti primati della Napoli dell’800 ci sono quelli meno noti che riguardano i pompieri e il loro quartier generale.

Nel 1806 Giuseppe Napoleone fondò a Napoli il primo corpo dei Pompieri nell’Italia preunitaria sul modello francese dei Sapeurs Pompiers. Un corpo tecnico dotato di attrezzature all’avanguardia e diretto da un ingegnere, aspetto che conserva tuttora.

Nei primi anni i Pompieri furono inglobati nelle file dell’esercito murattiano prima e poi borbonico. Dopo alterne vicende la rifondazione della Compagnia dei Pompieri di Napoli fu opera di Ferdinando II che nel 1833 assegnò anche una sede consona ad ospitare il quartier generale .

I primi Comandanti, Carlo Diversi prima e successivamente Francesco del Giudice, furono uomini di grandissimo spessore culturale e tecnico e portarono il Corpo dei Pompieri di Napoli ad altissimi livelli, consoni per quello che era, una grande capitale europea.

Grazie inoltre ai sovrani dell’epoca e alle leggi davvero illuminate, furono messe in campo strategie ed organizzazioni che furono poi adottate da tutti gli altri Stati Italiani e che funzionano bene tutt’ora. Citiamo solo ad esempio che Napoli fu il primo Stato in cui si rese obbligatoria la presenza di un drappello di pompieri all’inizio di qualsiasi spettacolo teatrale per la prevenzione degli incendi. Una vera rivoluzione per l’epoca, visto che non si era ancora compreso all’interno del territorio nazionale l’importanza di questo corpo.

Tale obbligo vige ancora oggi praticamente in tutta Italia.

La sede assegnata dal re Ferdinando II fu il monastero del ‘300 annesso alla Chiesa della Pietrasanta.

Tra qualche mese si apriranno i battenti al pubblico della Galleria Storica dei Vigili del Fuoco, ospitata proprio nella sede storica

E’ dal novembre del 1833 che i Pompieri di Napoli occupano ininterrottamente l’edificio di via del Sole, di fronte al Primo Policlinico. Un primato europeo.

(Nelle Immagini la corte dell’edificio e l’orologio della Chiesa della Pietrasanta)

Michele La Veglia

 

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