La ragazza di Posillipo: una strana solitudine

La ragazza di Posillipo: una strana solitudine

La ragazza di Posillipo: una strana solitudine

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Era impossibile non notarla, era una ragazza estremamente particolare: vestiva di nero, lo stesso colore dei suoi capelli, pallida in volto, aveva due occhi grandi ma perennemente stanchi e persi nel vuoto in cerca di chissà cosa. Trascinava con sé tutta la tristezza di cui il suo cuore era gonfio e sembrava quasi di poter toccare quell’ aura scura da cui era circondata. Quando le si parlava il suo sguardo non si fermava al corpo ma riusciva a penetrare fino all’ anima dell’ interlocutore, il quale si sentiva rispondere parole brevi e secche, pronunciate con voce inespressiva.

Abitava a Posillipo in una villa splendida e raffinata, invidiabile da chiunque; per lei, però, la sua casa era il posto più triste e non perché non le piacesse ma perché era vuota. Era sola, Dio, quanto era sola! Il cammino della sua vita era tracciato dalle perdite di persone amate che, andandosene, si portavano un frammento della sua allegria, fino a privargliene del tutto. Spesso si vedeva quella gracile macchia nera affacciata al terrazzo, in netto contrasto con lo splendore della villa, mentre guardava il mare e il golfo di Napoli con i suoi soliti occhi vacui:sognava scenari, desiderava vite che non erano sue, immaginava persone che non aveva conosciuto. Era diversa, un essere come lei non era fatto per stare in questo mondo e, infatti, presto se ne andò, lasciando solo una lettera per la persona che lei aveva più amato in tutta la sua vita:

 

Mio caro,

l’ amore è la più grande illusione creata dagli uomini per nascondere la realtà: si è soli in questa vita. Sin dall’ infanzia a ognuno di noi sono inculcate speranze che alla fine si rivelano solo delle stupide illusioni: amicizia, amore incondizionato ed eterno, famiglia … tutte stronzate!

Mi viene amaramente da ridere se penso che tutto questo lo sto scrivendo a te, proprio a te, che hai infranto tutti i miei sogni che, sebbene illusori, davano un tocco di colore alla mia vita,catapultandomi nella grigia realtà della solitudine. Non c’è amore in questo mondo, non c’ è giustizia, solo sovrabbondanza di dolore. Io e te avremmo potuto superare lo schifo che ci circonda ma io da sola proprio non ce la faccio a sopportare tutto questo.

Si è soli in questa vita e bisogna accettarlo ma gli uomini hanno paura della solitudine e ingannano se stessi  convincendosi di essere circondati da mille affetti che, però, infondo, sanno benissimo essere inesistenti.

Mi chiedi se io lo accetterò? No, non potrei mai accettare di vivere in questa dimensione, buia da quando tu hai spento la luce del nostro amore.  Tante persone mi hanno abbandonata in questa vita e credevo – ero convinta che tu saresti rimasto, invece te ne sei andato come hanno fatto tutti gli altri, portando con te l’ultimo brandello di speranza che mi era rimasto.

Troppe le persone  amate che entrano e, come se nulla fosse, escono dalla nostra vita.

Ti ho amato con tutta me stessa, ti sono sempre stata vicina anche quando non lo chiedevi e se non mi volevi con te sapevo andarmene aspettare il tuo ritorno pazientemente. Vedi, io continuerò a fare tutto questo in eterno e tu non troverai nessuna persona al mondo che, come me, si doni a te in modo completamente disinteressato, struggentemente infinito.

Ora che ti ho detto queste parole, sono finalmente pronta a ingoiare queste pillole.

 

E ricorda, non è la depressione che superficialmente mi diagnosticherete per giustificare il mio gesto ma la mancanza di amore ad avermi uccisa.

 Illustrazione di Lisa Nagisa

-Roberta De Masi-

 

 

 

 

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