IL CAVALIER DONNORSO, IL FONDATORE DEL VOMERO

Il Cavalier Donnorso: il fondatore del Vomero

Il Cavalier Donnorso: il fondatore del Vomero

Chi era il Cavalier Donnorso? Perchè è stato così’ fondamentale per l’evoluzione del Vomero? 

Il Vomero è uno dei quartieri di Napoli più in per i tanti negozi, i bar e i ristoranti che si possono incontrare lungo ogni strada. Il Vomero è anche il centro commerciale naturale più grande d’Europa grazie al suo sviluppo e all’opera pionieristica di alcuni napoletani che fra l’Ottocento e il Novecento intuirono l’importanza di investire laute somme di denaro in questa zona. Il primo vero vomerese fu il Cavalier Vincenzo Donnorso, un personaggio che proveniva da una ricca famiglia di Sorrento e che decise di trasferirsi nel capoluogo campano sin da giovane. A lui infatti si deve la creazione del quartiere Vomero, che così si staccò dalla zona dell’Avvocata e non ebbe più la denominazione di “villaggio”. Il Vomero grazie a Vincenzo Donnorso divenne la XIII Sezione di Napoli.

Donnorso odi et amo

Probabilmente di Donnorso non se ne sente mai parlare perché con il tempo è stato volutamente messo all’oscuro dai vomeresi per via del suo caratteraccio. Era classista, forse fascista, non amava parlare in pubblico né era ben visto dalla popolazione a causa dei suoi rapporti col sindaco (di destra, estrema destra) il marchese Del Carretto. Ma Donnorso amava la politica: amava fare politica e quindi spesso veniva soprannominato il sindaco del Vomero.

La rivoluzione del Vomero

Non a caso Donnorso costituì a via Cimarosa un gruppo di notabili chiamati “il Comitato per gli interessi del Vomero” il cui scopo era la promozione del “bene comune”. Di questo comitato facevano parte l’architetto Lemme, il quale cementificò la zona di via Mancini e in cui oggi troviamo il parco Lemme e via Lemme; il prefetto Edoardo Martone che combattette per istituire una pretura sulla collina; Andrea Vellusi, proprietario di moltissimi terreni in via Aniello Falcone e che avviò la cementificazione del luogo; l’ingegner Gaetano Marcolini, costruttore del parco omonimo e di tutta via Palizzi. Uomini che hanno combattuto affinché Napoli si ampliasse anche su questa collina, dopo che per secoli era rimasta una semplice area di passaggio. Al più i napoletani vedevano il Vomero come una zona di campagna, dove trascorrere i un po’ di tempo lontano dal caos cittadino. Napoli era pienissima di gente e anche per questo era necessario iniziare a pensare di ingrandire il perimetro metropolitano.

Ma Donnorso all’inizio del Novecento, precisamente nel 1913, diede avvio alla costruzione della rete idrica per la zona dell’Arenella, dei Cangiani e di San Giacomo dei Capri. Infatti ai tempi del Villaggio del Vomero c’erano solo alcuni pozzi, uno sicuramente nella Villa Floridiana. D’altronde, sempre privatamente, riuscì a risolvere anche il problema dell’approvvigionamento idrico innalzando due impianti: uno all’angolo fra via Merliani e via S. Gennaro al Vomero e un altro a via Giacinto Gigante (ancora oggi esistente). Grazie ai suoi interventi furono aperte le prime scuole, poiché era solito dare un grosso peso alla cultura; tre scuole elementari maschili e tre femminili intitolate a Filippo Quarati. Attraverso le sue amicizie riuscì a cementificare numerose strade, fece aprire il primo ufficio postale del Vomero a piazza Vanvitelli e anche il primo Banco di Napoli nella stessa piazza al civico 9, all’angolo di via Scarlatti. Inoltre aprì anche il primo cinema vomerese nell’attuale edificio in cui si trova Zara: l’Ideal.

Oggi il nome di Donnorso non lo troviamo da nessuna parte; non esiste una strada intitolata a lui, niente di niente. Un suo ritratto però si intravede nell’atrio di palazzo Donnorso, nel vialetto di via Scarlatti 139, nei pressi di quello che era il cinema Ideal. Povero Cavalier Donnorso, brusco come pochi, ma un vero pioniere della vomeresità.

Il Cavalier Donnorso: il fondatore del Vomero

Francesco Li Volti

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