Storia dell'Arenaccia: dal fiume Sebeto al primo stadio del Napoli

Storia dell’Arenaccia: dal fiume Sebeto al primo stadio del Napoli

Via Arenaccia è sicuramente una delle strade più trafficate e conosciute di Napoli e anticamente si trovava fuori le mura della città. L’Arenaccia parte da piazza Ottocalli e termina nei pressi di corso Novara. Questa parte della città era all’esterno delle mura, e di questo ne siamo certi in quanto il nome Ottocalli deriva dalla denominazione franco- iberica haut calle (strada alta), come suggerisce Gino Doria.

Etimologia di Arenaccia

Ma l’etimologia di Arenaccia è strettamente collegata alla storia del leggendario fiume Sebeto, l’unico fiume che bagnava Napoli. Questa strada, fangoso torrente del Sebeto durante i periodi di pioggia, si trasformava in grandi depositi di arene nei periodi di siccità.

In realtà tutta la zona era il palcoscenico dei regolamenti dei conti; qui ci si incontrava per potersi sfidare e per azzuffarsi. Fuori dalle mura si stava più tranquilli. I napoletani tra Settecento e Ottocento chiamavano quest’area “le giostre per gli appiccichi, poiché avvenivano delle vere e proprie scazzottate in pieno stilespaghetti western. Ma i duelli spesso si trasformavano in battaglie fra rioni e quindi ecco che si utilizzavano tutte le armi possibili dell’epoca: dalla fionda alle sassate.

Giambattista Basile ne “Lo cunto de li cunti” scrive: “Cienzo… facenne a pretate all’Arenaccia co lo figlio de lo Rre de Napole, le roppe la chiricoccola.” Nel 1625 il Duca D’Alba fece imprigionare 30 persone, mentre se ne davano di santa ragione. Era terribilmente stanco delle continue risse da dover sedare.

Ma a via Arenaccia era situato anche il primo stadio della SSC Napoli, precisamente in via Generale Francesco Pignatelli 28, dove oggi sorge lo Stadio Militare (velodromo Albricci). Inaugurato nel 1923, furono tanti gli spettatori presenti quel giorno. A loro era rivolta una strana competizione per festeggiare la costruzione dello stadio: i tifosi dovevano inseguire un toro e strappargli dal dorso una coccarda contenente 500 lire.

Storia dell'Arenaccia: dal fiume Sebeto al primo stadio del Napoli
Questa è la porta principale attraverso la quale si entrava nel vecchio stadio della SSC Napoli.

Dal 1926 al 1930 la neonata SSC Napoli disputò le sue partite casalinghe in questi luoghi, forse proprio perchè, un tempo, i duelli all’Arenaccia erano all’ordine del giorno.

Storia dell'Arenaccia: dal fiume Sebeto al primo stadio del Napoli
L’ eleganza affascinante di questa porticina secondaria nei pressi dell’Arenaccia. Fatta interamente in ferro.
1 comment
  1. Evidenza la storia del Fiume Sebeto e il primo stadio di proprietà della società Calcio Napoli fondata dal grande uomo Giorgio Ascarelli nel 1930 , bellissimo impianto sportivo dotato di strutture di acciaio eseguite dal Ingegnere Gustave Eiffel amico di Ascarelli che commissiona i lavori della sua casa al rettifilo di Napoli con importanti lavori del famoso Eiffel per la sua Torre oggi simbolo di Parigi, il fondatore del calcio napoli è stato un imprenditore e dirigente sportivo italiano ed industriale tessile primo presidente del Napoli, fondatore ebreo del Calcio Napoli che il Fascismo provò in ogni modo a cancellare, napoli ricorda questo grande uomo nel giorno della memoria, industriale napoletano ed ebreo vittima delle leggi razziali durante il regime fascista , il ricordo all’indomani dell’annuncio del Sindaco Luigi De Magistris di intitolare al nostro primo presidente azzurro il piazzale antistante lo stadio San Paolo nome improprio dato dalla curia di Pozzuoli, nelle motivazioni si ricorda come Ascarelli fu il primo presidente italiano ad avere uno stadio di proprietà: lo stadio Vesuvio, che a lui venne intitolato al momento della sua prematura morte a 36 anni. Quando si svolsero i Mondiali di Calcio in Italia, nel 1934 , il regime fascista trovò inaccettabile che la Germania potesse dover giocare una partita- la finale per il terzo posto – in uno stadio dedicato a un ebreo , e Mussolini rinominò lo stadio Ascarelli in Stadio Partenopeo. L’impianto era bellissimo sorgeva in quello che è conosciuto come rione Luzzati, nella zona retrostante la stazione Centrale della ferrovia di Napoli, e il Vesuvio sovrasta le Tribune come visibile in alcune foto di epoca, una buona cosa sarebbe rinominare lo stadio e il piazzale antistante, e poter recuperare lo stadio di Ascarelli oggi fa parte di una Caserma al quartiere Arenaccia , speriamo i fatti concreti per dare onore al nostro grande uomo e mecenate di Napoli. Osvaldo Vicente De Mase delegato alla cultura e ambiente di Arci Pesca Fisa comitato regionale della Campania e membro del direttivo dell’associazione Piazza CARLO III e Ponti Rossi acquedotto romano, da tempo abbiamo segnalato al nostro primo cittadino questa triste storia del Grande uomo fondatore del Calcio a Napoli.

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