La storia del gemellaggio sportivo tra Napoli e Genoa

La storia del gemellaggio sportivo tra Napoli e Genoa

Lo scontro calcistico tra Napoli e Genoa rappresenta sempre un’ottima occasione per amare il gioco del calcio. Due tifoserie che si abbracciano, si vogliono bene e che insieme sostengono i colori d’appartenenza. Un gemellaggio così intenso e sentito dai tifosi, da essere il più invidiato d’Italia. Non esiste un gemellaggio simile; spesso, infatti, si possono vedere le sciarpe rossoblù genoane accanto a quelle azzurre del Napoli. Sia lo stadio di Fuorigrotta che il Marassi di Genova, in occasione di questa speciale partita, si trasformano in due fortini di passione e di fratellanza nei confronti della tifoseria amica.

Ma questo forte gemellaggio non deriva dalle similitudini tra le due città, ne dalla leggenda di San GiorgioLa storia del gemellaggio sportivo tra Napoli e Genoa risale alla stagione calcistica 1981-1982, anno in cui il Napoli si piazzò quarto in classifica, accendendo così alla Coppa Uefa.

Ma cosa successe esattamente in quell’anno?

Arrivati all’ultima partita di campionato, il Napoli si era assicurato il suo ottimo piazzamento a differenza del Genoa, che rischiava la retrocessione. Anche il Milan quell’ anno disputò un pessimo campionato, tanto da essere non solo costretto a battere il Cesena ma anche a sperare nella sconfitta del Genoa o del Cagliari per garantirsi la permanenza in Serie A. Dopo due minuti dal calcio di inizio, Briaschi portò in vantaggio il Genoa ed alla fine del primo tempo il Milan perdeva per 2 a 0 contro il Cesena.

Nella ripresa successe l’inaspettato: i goal di Criscimanni e Musella per gli azzurri ribaltarono la situazione. Il Napoli si trovava a condurre per 2 a 1 e anche dallo stadio di Cesena arrivarono pessime notizie per il Grifone: il Milan aveva capovolto il match grazie ai goal di “Squalo” JordanCiccio Romano Roberto Antonelli. Il Milan era matematicamente salvo. Fino al minuto 86.

Infatti durante gli ultimi minuti di gioco il tifo partenopeo iniziò ad incitare la squadra genoana a segnare un altro goal; l’obiettivo era mandare i detestati Diavoli rossi in serie B. Il portiere Castellini sbagliò clamorosamente una rimessa in gioco regalando, di fatto, un calcio d’angolo ai genoani. L’ischitano Faccenda non ci pensò due volte e insaccò la palla dentro la porta. Lo stadio San Paolo esplose; il Milan era finalmente stato mandato all’inferno e il Genoa fu salvo.

Il medico sociale del Genoa il dottor Gatto, enfatizzò quel momento sigillando per sempre il gemellaggio fra Napoli e Genoa: “Grazie di cuore a Napoli perché ha tifato per noi, è un gesto che non dimenticheremo mai”.

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