Maria Marì: la prima canzone mai incisa su disco in Italia

1900: Maria Marì, la prima canzone mai incisa su disco in Italia

A Napoli fu incisa la prima canzone mai ascoltata in Italia. Si tratta di Maria Marì, interpretata dal maestro Diego Giannini nel 1900. Era il 28 Giugno del 1900 quando per la prima volta un italiano sperimentò il grammofono Pathè per registrare la propria voce su un 78 giri.

Nel 1887 l’ inventore americano di origini tedesche Emile Berliner inventò il grammofono e intuì immediatamente la necessità di sottoporre dei dischi registrati all’interno di esso. Fu così che Berliner incaricò al giovane Fred Gaisberg (colui che scoprì il talentuoso Caruso) di andare in giro per il mondo a cercare delle voci e dei suoni che potessero fare al caso suo. Gaisberg non ci pensò due volte e partì alla volta di Napoli.

Diego Giannini e la sua Maria Marì

La città di Napoli era famosa in tutto il mondo per i suoi suoni e le sue voci; la raffinatezza della musica colta e l’immediatezza del carattere napoletano resero da sempre Napoli la città della musica. Così tra il 28 ed il 29 Giugno del 1900 Fred Gaisberg fece incidere ben 35 canzoni: la prima di queste fu Maria Marì di Diego Giannini.

Dopo Giannini si alternarono Luisella Scotti, Franco Palumbo, Giuseppina Andreace e un certo “professor Giandolfi” che si cimentò in versioni per mandolino di Carulì, Chiara stella e Funiculì, funiculà.

Bisogna fare però un’ attenta precisazione sul grammofono e sul fonografo. Il grammofono, o giradischi, è stato il sistema di registrazione e, soprattutto, di riproduzione di suoni più utilizzato a partire dal 1870 fino agli anni ottanta del ‘900. Il fonografo, suo “antenato” ideato da Edison, utilizzava cilindri incisi ed è stato anche il primo sistema in assoluto in grado di registrare suoni.

Anche la prima registrazione su fonografo in Italia avvenne ad opera di un artista napoletano: si tratta di Bernardo Cantalamessa, celebre macchiettista di metà Ottocento, che ebbe la geniale idea di incidere” ‘A risa” nel 1895 grazie alla casa discografica milanese International Zonophone Company. L’idea di incidere una canzone su un disco gli venne ascoltando per caso “‘A Risa” in versione americana sul rullo di un cilindro fonografico di un cantante afroamericano proveniente dagli Stati Uniti.

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