Quando i Campi Flegrei estinsero l'Uomo di Neanderthal

Quando i Campi Flegrei estinsero l’Uomo di Neanderthal

Forse in pochi sanno che i Campi Flegrei sono stati una delle cause che provocò l’estinzione dell’Uomo di Neanderthal. Come mai? Ecco qui la loro storia.

Quando una persona pensa al vulcano di Napoli, tende a immaginare il fantastico e temibile panorama del golfo di Napoli con il Vesuvio sovrastante. Il Vesuvio ha segnato l’evoluzione della Campania, l’agricoltura, l’economia e il turismo. Sull’esplosione del 79 d.c. Plinio il Giovane si è dilungato notevolmente e ancora oggi il Vesuvio resta uno dei vulcani più temibili e studiati al mondo. Ma molto tempo prima ci fu un’eruzione da parte di un vulcano più grande del Vesuvio, enorme, che produsse una nuvola di gas su mezza Campania.

Stiamo parlando dei Campi Flegrei, una serie di vulcani collegati tra loro da un mare di magma seppellito a 10 km di profondità. Essi si trovano all’altra estremità della città rispetto al Vesuvio ed è un vero titano: un vasto sistema vulcanico che abbraccia praticamente tutta la baia di Pozzuoli, da Capo Miseno a Posillipo.

I Campi Flegrei e l’estinzione dell’uomo di Neanderthal

Le caldere dei Campi Flegrei sotto il livello dell’acqua sono solite provocare una eruzione attraverso il contatto tra il magma in risalita e l’acqua imprigionata in sacche tra 1 e 3 km di profondità (quella che alimenta fonti termali e fumarole della zona) .

Questo è ciò che accadde 39.000 anni fa, durante la più catastrofica esplosione avvenuta in Europa negli ultimi 200 mila anni. Buona parte della Campania fu seppellita sotto una cappa di tufo grigio, ma fumo e ceneri causarono cambiamenti ambientali e climatici devastanti in tutta Europa. È stato scoperto che l’eruzione ha generato una colonna di ceneri e gas alta 44 chilometri che è collassata e ha inondato con una nube infuocata tutto il territorio circostante. Subito dopo la prima colonna di ceneri se ne è alzata un’altra, alta 37 chilometri, e si sono formati fiumi di lava, ceneri e gas che sono arrivati fino a 70 chilometri di distanza, nell’Appennino a Nord di Napoli.

L’eruzione ha devastato la Campania e parte del Sud Italia, ma l’impatto è stato globale: per esempio le ceneri in atmosfera hanno bloccato i raggi solari generando un ‘inverno vulcanico’ durato almeno due anni. Le temperature si sono abbassate di due gradi in tutto il mondo e in Europa di circa 6-9 gradi. Inoltre, in atmosfera, le ceneri ricche di cloro hanno generato piogge acide che hanno ulteriormente devastato l’ambiente. L’impatto è stato enorme e c’è voluto forse un secolo affinché l’ambiente recuperasse e l’area fosse ripopolata.

Qualcuno pensa che l’eruzione di 39.000 anni fa abbia causato l’estinzione dell’uomo di Neanderthal, che avvenne più o meno nello stesso periodo. È possibile che, a differenza dell’ Homo Sapiens, non sia riuscito ad adattarsi al cambiamento del clima.

Bibliografia

www.historychannel.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Accetto la Privacy Policy

You May Also Like
Piazza del Plebiscito: storia e origini

Piazza del Plebiscito: storia e origini

Qualche nostalgico ricorderà di sicuro la massa compatta di auto che come un tappeto si stendeva su Piazza del Plebiscito a ricoprirla quasi per intero. Correva l’anno 1963, infatti, quando…
Storia e origini del cratere degli Astroni

Storia e origini del cratere degli Astroni

L’origine degli Astroni è databile tra i 3600 e i 3800 anni fa e fa parte dell’area vulcanica dei Campi Flegrei. Si tratta del vulcano campano più giovane e l’unico rimasto intatto nella sua morfologia e i suoi 247 ettari.