La leggenda della morte del Principe di Sansevero

La leggenda della morte del Principe di Sansevero

Il Principe di Sansevero incarna quella figura geniale che è insita nel sangue del napoletano medio. Principe, coi suoi vizi e con le idee più strampalate, ma umile e amico del popolo. Come per ogni buon “mago” che si rispetti, lui più di tutti fu al centro dei misteri che circondano Napoli, dalle macchine anatomiche al Cristo Velato, c’è un alone di mistero in tutto ciò in cui è stato implicato. Anche sulla sua morte, nulla è certo, nulla è provato e nel nulla è sparito il suo corpo. Infatti c’è chi crede che abbia voluto sfuggire alla morte.

Cappella Sansevero
Cappella sansevero, foto di Federico quagliuolo

Egli non temeva la morte, voleva prendersi gioco di lei e così, con l’aiuto della chimica e delle forze del male, come narra la leggenda, egli dispose tutto in modo di poter resuscitare dopo qualche mese dalla morte. Volle restare solo per preparare il suo incantesimo e fece allontanare la sua famiglia, mandandola presso le sue tenute in Sansevero ( in provincia di Foggia in Puglia).

La sua morte sarebbe dovuta durare nove mesi, facendo credere a tutti che era partito da Napoli, lasciando le istruzioni al suo aiutante, uno schiavo moro, il quale seguendo le sue indicazioni lo tagliò a pezzi e lo mise in una cassa dalla quale sarebbe poi uscito integro, da solo, senza ausilio alcuno, a tempo prestabilito, resuscitato ed immortale.

Ma, come in ogni cosa, c’è sempre un imprevisto. Il Principe non aveva messo in conto il fatto che la famiglia si fosse preoccupata ed insospettita dall’aver ricevuto alcune sue lettere, nelle quali rispondeva a domande che in realtà non avevano mai posto. I famigliari, armati di minacce e percosse, costrinsero allora il servo a svelare il macabro segreto: quindi fecero l’ultima cosa che il Principe avrebbe voluto. Si precipitarono sulla cassa in cui era rinchiuso il cadavere e la scoperchiarono, prima del tempo in modo da far fallire l’incantesimo! Il Principe di Sansevero fece in tempo ad uscire, ma cadde definitivamente morto, non avendo rispettato i tempi del sortilegio. Raimondo di Sangro avrebbe potuto vivere chissà per quanto tempo ancora, se solo non fosse stato così spericolato e sprezzante delle regole della natura.

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