Stamm io, tu e Pino Mauro... ma perchè?

“Stammo io, tu e Pino Mauro”… ma perchè?

Tra i tanti modi di dire che esistono a Napoli, spicca certamente per originalità e melodia “Stamm io, tu e Pino Mauro“. Bisogna però fare una premessa. Il buon Pino Mauro ha fatto la storia della musica classica napoletana e della sceneggiata, al pari di Mario Merola.

Giuseppe Mauriello, in arte Pino Mauro, nasce il 2 gennaio 1939 a Villaricca; la sua carriera inizia molto preso negli anni Cinquanta grazie alla partecipazione a numerosi festival canori della canzone napoletana. Sarà negli anni ‘70 che il cantante si cimenta anche nell’arte della recitazione dedicandosi alla sceneggiata napoletana, portandone addirittura una in Rai con “Ammore e Gelusia“, regia di Velia Magno. Si è anche dedicato ad un tour internazionale nei lontani anni ‘90. L’artista non si è mai realmente fermato in quanto anche durante i primi anni del nuovo millennio è stato presente sulle scene. I suoi concerti negli USA e nel mondo hanno sempre riempito le platee. Ha preso parte anche al video musicale dei Co’Sang intitolato Fin Quanno Vai ‘Ncielo e nel 2007 ha riportato l’ antica arte della sceneggiata al Teatro Trianon con lo spettacolo ‘O Schiaffo. Insomma, è un’ artista instancabile, che ancora oggi cerca di riportare in auge l’ antica tradizione musicale napoletana.

Stamm io tu e Pino Mauro” ( la variante è “sul tu e Pino Mauro“) è un modo di dire che indica l’assenza di probabili partecipanti ad un evento o quando si vuole evidenziare la scarsità di persone durante una occasione. Questa locuzione nasce da una leggenda che si tramanda da bocca in bocca, ma che probabilmente è più di una semplice diceria. Durante uno dei suoi spettacoli, Mauro fu arrestato per un errore anagrafico e dovette abbandonare il teatro in cui doveva esibirsi, lasciando gli spettatori senza l’artista. Ironicamente nacque questo modo dire per cercare di sdrammatizzare la situazione.

Ps: c’è da dire che la storia che vede Pino Mauro andare a prendere una pizza con l’unico spettatore pagante durante un suo concerto è totalmente priva di fondamenti e sembrerebbe di più una cattiveria gratuita nei confronti di un cantante che ha fatto la storia della musica napoletana.

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