Carlo III e la nascita (non voluta) del Bingo

Carlo III e la nascita (non voluta) del Bingo

Tutti attribuiscono (giustamente) l’invenzione del Bingo all’americano Edwin Lowe, un modesto venditore di giocattoli della città di New York. Effettivamente questo gioco venne istituito nel 1929 negli U.S.A, con il nome di “Beano” praticato in Georgia, che derivava dal termine anglosassone “bean”, il cui significato è “fagiolo”.

Le origini del Bingo

Ai giocatori venivano consegnate delle cartelle con sopra stampati dei numeri e per marcarli ai partecipanti venivano consegnati dei fagioli secchi. Prendendo parte al gioco una sera, e trovandosi a vincere una partita, Edwin Lowe gridò ad alta voce “Bingo!” per errore; il termine sembrava c’entrasse qualcosa con la vittoria e da quel momento in sostanza nacque il bingo così come lo conosciamo oggi. Chiaramente tutte le vincite successive vennero proclamate con questo nuovo nome.

Carlo III e il bingo

Ma cosa c’entra re Carlo III di Borbone? Nel 1734 a Napoli si respirava un’aria di pace e serenità e furono molte le libertà che il re concedeva concedeva al suo popolo per ingraziarselo.

Dall’apertura del quartiere a luci rosse dell’ Imbrecciata alle riforme in campo giuridico. In quell’anno Padre Gregorio Maria Rocco (un frate famoso per le sue battaglie per il popolo, basti pensare alla creazione dell’Albergo dei Poveri e alla distribuzione della luce nei quartieri di Napoli) fece tutto il possibile per tenere alla lontana il popolo napoletano dal gioco del Lotto, già molto in voga in quel periodo. Riuscì a strappare la promessa al re di vietare il terribile vizio dei napoletani durante il periodo natalizio, soprattutto durante il periodo di Avvento.

Chiaramente il popolo non ci stava. Quindi famiglie intere decisero di praticare lo stesso delle piccole lotterie all’ interno delle proprie abitazioni. Il Reale Decreto dell’ 11 ottobre 1826 inasprì ancor di più le pene. Quando i napoletani immigrati in America prendevano parte ad un gioco simile al Lotto, non ricordarono più il nome dell’antico gioco d’ azzardo, ma sapevano perfettamente qual era la traduzione di fagiolo (bean). Si dice che nacque proprio così il celebre “bean game“.

Questo articolo è stato scritto coscientemente per raccontare una storia inerente alla città di Napoli, precisando che noi tutti di Storie di Napoli siamo contro qualsiasi tipologia di dipendenza. La ludopatia è una malattia che deve essere combattuta quotidianamente, con tutte le forze.

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