Giovanni Pascale, l' infaticabile luminare dell'oncologia

Giovanni Pascale, l’ infaticabile luminare dell’oncologia

Giovanni Pascale, famoso per il suo ruolo di oncologo, fu in realtà un medico a tutto tondo: rapito dai molteplici indirizzi della medicina, vi si dedicò per tutta la vita con estrema dedizione, mettendoci tutto sè stesso. Nato a Faicchio, in provincia di Benevento, il 19 marzo 1859, da Alessio Pascale e Filomena Palmieri, visse in un contesto agiato, ma decise di allontanarsi dal suo paese natale per inseguire il suo desiderio: studiare medicina, a cui si iscrisse nel 1878. Fu allievo di importanti medici del suo tempo, come il famosissimo Antonio Cardarelli, o anche il professor Antonino d’ Antona, di cui divenne assistente.

Giovanni Pascale
Giovanni Pascale

Si laureò nel 1884 all’ università di Napoli Federico II. Proseguì la sua carriera medica come assistente del professor d’ Antona fino al 1900. Volle dedicarsi all’ insegnamento, ottenendo la sua prima cattedra come professore straordinario di patologia chirurgica nel 1903. Successivamente, divenne primario nell’ ospedale di Santa Maria della Pace, nel centro storico di Napoli.

s. maria della pace
Targa all’ ingresso dell’ ospedale S. Maria della pace. Da: Derve Suburbane

Nel 1908, ottenne con successo l’ incarico di professore ordinario, per votazione di una commissione speciale nominata dal Ministro dell’ istruzione, per la sua “indiscutibile abilità didattica e attività e capacità come Direttore di un istituto clinico“. La sua fama crebbe negli anni a venire, insieme al numero di pubblicazioni di cui fu autore, che trattano di una grande varietà di temi, quali gli innesti ossei, la cirrosi epatica o la terapia chirurgica degli aneurismi. Si distinse per la formazione che diede al personale del suo reparto, ponendo particolare attenzione alla sterilizzazione dei ferri chirurgici.

Nel 1912, volgendo nuovamente attenzione al beneventano, sua terra natale, si introdusse alla politica locale, in particolare tra Cerreto Sannita e Telese. Dopo un faticoso anno di campagna elettorale, nonostante l’ apprezzamento dei suoi concittadini, non fu eletto, probabilmente per inesperienza politica rispetto ai suoi avversari, d’ Andrea e Venditti, noti politici locali. Decise, così di continuare a dedicarsi alla carriera ospedaliera, che svolse con rigore e passione anche con lo scoppio della prima guerra mondiale.

Diresse come generale medico il comitato sanitario del X e XI corpo d’ armata e fu tra i fautori dell’ ospedale militare “MMXVI”, che successivamente sarebbe stato riadattato ad asilo per i figli delle vittime di guerra. Nel 1915, si spostò a Benevento, dove organizzò e diresse l’ ospedale della Croce Rossa locale, di cui sarebbe diventato presidente alcuni anni dopo. Al termine del conflitto, decise di focalizzare le sue attenzioni sui reduci di guerra ammalati di tubercolosi, impegnandosi per la costruzione di strutture ospedaliere a loro dedicate e per campagne di prevenzione, in modo particolare per i bambini. Per quest’ultimi, creò nel suo paese natale una fondazione in cui poter accogliere e fornire educazione agli orfani di guerra.

Istituì poco dopo, a Napoli, presso il Policlinico costruito su volontà del sindaco Luigi Miraglia pochi anni prima, il “centro diagnostico e curativo per tumori maligni“, che diresse personalmente.

Ritornò sulla scena politica nel 1919, riuscendo ad ottenere la nomina di Senatore del Regno d’ Italia. Da allora, consacrato alla vita politica dalla sua popolrità, ricoprì più volte questo ruolo, fino alla morte. Anche in politica, non dimenticò i suoi pazienti, indirizzando molti suoi interventi parlamentari verso i malati di tubercolosi. Negli anni a seguire, la sua figura si impose anche a livello internazionale, grazie ai suoi importanti traguardi: fu membro del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, preside della facoltà di Medicina di Napoli, fondatore della rivista scientifica “Annali di chirurgia” e presidente della Società italiana di chirurgia, oltre che della Lega italiana per la lotta ai tumori.

Vecchio policlinico
Primo policlinico di Napoli. Da: Himetop

Dal 1929 fino alla morte, fu anche membro della “Commissione di giudizio dell’ Alta corte di giustizia“.

Fu anche un massone, iscritto alla loggia Losanna di Napoli, similmente ad altri nomi in vista dell’ epoca, come Leonardo Bianchi o Giuseppe Moscati.

Ma la sua missione da medico non finisce qui: Il 19 ottobre 1933 istituì la “Fondazione Giovanni Pascaleper la ricerca e la lotta contro il cancro, che vide sorgere il primo edificio nel 1934 e che nel 1940 ricevette il riconoscimento di “Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico“. Tutt’ oggi è un punto di riferimento nel suo campo e il suo personale si dedica a questa ed altre “battaglie” con la stessa dedizione del suo fondatore.

Istituto Pascale
Una facciata dell’ ospedale Pascale. Da: Fondazione Pascale

Giovanni Pascale trovò la morte il 28 ottobre 1936, all’ età di 77 anni. Nonostante l’ età avanzata, irriducibile, continuava ad operare. Ed è proprio in sala operatoria che, quella notte, durante un intervento, ebbe un malore. I suoi assistenti lo avrebbero voluto soccorrere, ma pare che, nell’ accasciarsi al suolo, abbia detto loro “Proseguite, non pensate a me!“.

-Leonardo Quagliuolo

Dedico questa storia al dottor Paolo Antonio Ascierto e a tutto il personale dell’ ospedale Pascale per il loro quotidiano impegno e per il prestigio che danno alla nostra città.

Riferimenti:

“Bollettino ufficiale del Ministero della Istruzione Pubblica”, 1908

Biografia del senatore Pascale

Storia politica di Giovanni Pascale

Istituto Pascale

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