L’antico mestiere del trova sigari

L’antico mestiere del trova sigari

L’antico mestiere del trova sigari ha origine dal genio napoletano.

Il trova sigari si aggirava per le strade di notte, quando le luci ed i rumori della città iniziavano a scemare. Sbucava all’improvviso e vagava per i vicoletti della città con occhi bassi e fissi al suolo. Si accompagnava con una piccola lanterna, legata ad un cordino, ed un bastone appuntito. Ispezionava con cura tutti i marciapiedi della città.

L’antico mestiere del trova sigari

Di primo acchito appariva come una figura sinistra ed inquietante. Spesso, infatti, veniva scambiato per un malintenzionato pronto a cogliere la prima occasione utile per aggredire gli avventori notturni.

In realtà, il trova sigari non era null’altro che un poveruomo intento a svolgere con dedizione il proprio mestiere.

I trova sigari, infatti, vagavano per le strade nella speranza di raccattare quanti più mozziconi di sigari possibili.

Dalla zona del porto alla Villa di Chiaia, immancabile una ricerca nei pressi dei caffè più in voga della città e delle strade più frequentate. Una delle zone preferite dai trova sigari, però, era certamente quella adiacente al teatro San Carlo. Il motivo è presto detto: i fumatori che dovevano assistere ad uno spettacolo, infatti, si sbarazzavano sempre dei sigari prima del loro ingresso. Il passaggio in queste zone più ricche, non a caso, nei giorni più fortunati, assicurava loro mozziconi di qualità, provenienti direttamente dall’Avana!

Il trova sigari

“presceglie quello che gli sembra il più generoso tra i fumatori, gli cammina dappresso, a rispettosa distanza, e se ha il viso duro, il che non è raro, gli chiede il sigaro benché bruciato men della metà; se poi è moderato cammina sempre, ed aspetta”.

Una volta conclusa la caccia, i sigari raccolti venivano esposti e venduti ai fumatori più incalliti, i quali ne sbriciolavano il restante tabacco all’interno della loro pipa o li fumavano così com’erano.

-Cristina Bianco

Biografia: Usi e costumi di Napoli, Francesco de Bourcard – Longanesi & C. (1977)

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