Strega Amelia: Napoli e il Vesuvio sul "Topolino"

Strega Amelia: Napoli e il Vesuvio sul “Topolino”

America, 17 aprile 1961. Italia, 1 aprile 1962. Queste due date probabilmente non diranno molto alla maggior parte dei nostri lettori. Agli appassionati di “Topolino“, invece, faranno venire in mente dei dolci ricordi, poiché si tratta delle prime apparizioni della napoletanissima Strega Amelia sul celebre fumetto.

Il “Topolino” ha cresciuto generazioni e generazioni di bambini, con le sue avventure incentrate sul mondo Disney. Fra i personaggi più celebri non si possono non citare Pippo, Pluto, Paperino, Paperina, Paperon de’Paperoni, il mitico trio Qui Quo e Qua, la Banda Bassotti e…. la nostra Strega Amelia.
Nata dalla mitica matita di Carl Barks, uno dei più importanti disegnatori Disney, già padre della città di Paperopoli e di Paperon de’Paperoni, la Strega Amalia è stata ideata come omaggio all’Italia e a Napoli. Carl Barks per creare il personaggio di Amelia ha ammesso di essersi ispirato a Sophia Loren e Gina Lollobrigida ma soprattutto al personaggio di Morticia Addams, da cui ha preso principalmente i capelli lunghi e neri, ottenendo come risultato un misto tra una maggiorata e una strega tradizionale. Amelia si rivela un personaggio molto simpatico ai lettori, forse anche più di quanto ci si aspettasse, ed ovviamente ritornerà spesso nelle avventure di Zio Paperone. Le origini napoletane della sua stirpe, così come l’origine della convivenza con il corvo Gennarino, sono state disegnate in Amelia e l’antenata strega per forza.

«Adoro l’Italia e la pizza! Quando ho creato Amelia, mi è sembrata una cosa carina presentarla come una ragazza italiana che vivesse alle pendici del Vesuvio.» Carl Barks

La Strega Amelia compare per la prima volta nella versione americana “The Midas Touch(Il tocco di Mida) nel 1961 e solo l’anno successivo arriverà in Italia, col titolo “Zio Paperone e la fattucchiera“.

Strega Amelia: Napoli e il Vesuvio sul "Topolino"

Amelia, la “fattucchiera che ammalia” è un nuovo nemico per Zio Paperone, ma diverso dal solito. Amelia si serve infatti di armi magiche, come incantesimi e sortilegi.
Ciglia lunghe, capelli lisci e nerissimi, la fattucchiera vive a Sulfuria, un paesetto vicino alle pendici del Vesuvio, ma è comunque molto facile per lei arrivare a Paperopoli. Nella serie Duck Tales, il Vesuvio non è altro che un isoletta in cui (r)esiste solo il vulcano.
E’ qui che la incontriamo alle prese con un esperimento, quello di fondere le monete dei più ricchi uomini del mondo nel Vesuvio, per farne un amuleto che la renderà immensamente ricca.

Quest’idea la porta a cercare Paperone, farsi vendere con tranquillità e negligenza la tanto famosa “Numero Uno” (il primo decino guadagnato da Zio Paperone) e cercare di portare a termine il suo piano. 
Paperone dal canto suo resosi conto di aver barattato la sua preziosa moneta per un misero dollaro, intraprende un ardito inseguimento della strega, che condurrà lui insieme agli inseparabili Paperino e Qui Quo Qua, fino alle falde del Vesuvio.
Giunti lì troveranno il suo laboratorio e lei alle prese con la preparazione dell’esperimento, rovinandole però tutti i piani. Non sarà comunque un’impresa facile cercare di recuperare la moneta, anche perchè, nonostante lei sia una strega un poco goffa, non le mancano i poteri magici con cui tenerli a bada.
Ci penseranno i tre piccoli paperini a risolvere la questione e Paperone potrà riavere finalmente la sua amata Numero Uno.

Ma non era la prima volta che Napoli fu disegnata dalla Disney. Nel 1954 in “Neapolitan Mouse (Topo napoletano)“, 86imo episodio della serie Tom&Jerry diretto da William Hanna e Joseph Barbera, il gatto e il topo più celebri al mondo giunsero a Napoli a bordo di una nave da crociera e qui vissero un’avventura in compagnia di un topo made in Napoli. Fu la prima volta che Napoli fu inserita all’interno di un cartone animato.

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