Il teschio con le orecchie nei sotterranei di Santa Luciella

Nell'ipogeo della chiesa di Santa Luciella esiste un teschio unico al mondo. La sua particolarità è che possiede le orecchie ancora intatte.

La chiesa di Santa Luciella è una chiesa abbandonata da più di trent’anni che nasconde il segreto di un teschio particolare, unico al mondo: un teschio con le orecchie.

UN PO’ DI STORIA

Fondata poco prima del 1327 per volere di Bartolomeo di Capua, consigliere di Carlo II d’Angiò, venne indicata come Cappella dell’Arte dei Molinari e successivamente presa in custodia dalle corporazione dei Tagliamonti (coloro che lavoravano la pietra vulcanica), FabbricatoriPipernieri, gli artisti che scolpivano le pietre dure. Si trova in una traversa di via San Biagio dei Librai, in vico Santa Luciella 5.

Il teschio con le orecchie nei sotterranei di Santa Luciella

Quello che sappiamo di questa chiesa purtroppo non è molto, ma sicuramente deve essere stata molto frequentata visto il luogo strategico in cui si trova. Nel cuore del centro storico di Napoli, la chiesa di Santa Luciella fu ritoccata nel 1724 e trasformata secondo il gusto barocco napoletano. Dopo questi ammodernamenti fu presa in custodia nel 1739 esclusivamente dai pipernieri, i quali le cambiarono il nome in Arciconfraternita dell’Immacolata Concezione, San Gioacchino e San Carlo Borromeo dei Pipernieri.

IL TESCHIO CON LE ORECCHIE

Il teschio con le orecchie nei sotterranei di Santa Luciella

Entrando in questa piccola chiesetta, si resta sconvolti dalla sua bellezza e dalla quantità di reliquie intatte. Una pavimentazione rimasta fedele ai suoi anni, così come l’altare e il confessionale; tutto sembra si sia fermato nel tempo. Ma il nostro teschio non si trova qui, bensì nei sotterranei della chiesa. Tra i tanti crani ammassati, ce n’è uno particolarissimo. Si tratta di un teschio con le orecchie, che ricorda quello del mosaico conservato al MANN, anche se risalente a molto tempo dopo. Unico nel suo genere, il teschio presenta due protuberanze che ricordano i due padiglioni auricolari, rimasti integri probabilmente grazie alla loro mummificazione, rendendo eterne le cartilagini del defunto. Dagli studi effettuati, sembrerebbe che il teschio sia databile al Seicento, periodo in cui si abbattè su Napoli la terribile peste (1656).

Grazie a questa sua particolarità, il teschio divenne uno dei più venerati di Napoli: anche se il culto delle “Anime Pezzentelle” risalga all’Ottocento, non è indiscusso che anche prima i teschi venissero onorati e curati dal popolo. Le sue orecchie facevano pensare ai credenti che gli fosse più facile poterli ascoltare. Viene facile domandarsi come mai questo teschio oggi non sia più così celebre, vista la sua rarità.

PS: Chiunque sia andato almeno una volta al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, non avrà potuto fare a meno di fermarsi un momento su un celebre mosaico di epoca romana, forse simbolo del Memento Mori, ovvero un teschio dotato anche lui di orecchie, sottintendete la capacità dell’orecchio di porsi come elemento continuativo della memoria.

Il teschio con le orecchie nei sotterranei di Santa Luciella

Bibliografia:

I luoghi e i racconti più strani di Napoli, Marco Perillo, Newton Compton Editori, Roma, 2019

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