Via Salvator Rosa, ovvero l'antica "Infrascata"

Via Salvator Rosa, ovvero l’antica “Infrascata”

Oggi è una delle strade più trafficate di Napoli, un’arteria fondamentale che unisce il Vomero col centro storico. Via Salvator Rosa nel corso della sua storia ha cambiato diverse volte aspetto e ora, attraverso moltissime fonti, abbiamo un quadro chiaro di come doveva essere e soprattutto perché fino a poco tempo fa veniva chiamata da tutti l'”Infrascata“.

L’origine latina di via Salvator Rosa

Consultando uno dei libri più autorevoli sulla storia delle strade di Napoli (“Le strade di Napoli” – Gino Doria), salta all’occhio la versione di L. Salazar, il quale attribuì alle origini dell’Infrascata l’antica famiglia romana de Infrascato, che qui aveva diversi possedimenti e case. Il suo studio terminò con la consultazione di preziosissimi documenti presso la chiesa di San Liborio alla Pignasecca: in quei carteggi, l’intera zona risultava di proprietà dei de Infrascato.

Dal 1556 diventa una via

L’Infrascata, napoletanamente ‘A ‘Nfrascata, divenne una via già nel Medioevo, come si può notare dal Topografia della città di Napoli nell’XI secolo, di Bartolommeo Capasso. Il 1556 è l’anno in cui compare nelle carte di Napoli, e secondo Ceci si chiamerebbe Infrascata perché -“aperta fra i campi”. Sono nel 1869 prenderà il nome di via Salvator Rosa.

Via Salvator Rosa, ovvero l'antica "Infrascata"
Immagine di Via Salvator Rosa di fine ‘800 dal gruppo Facebook “Il Corpo di Napoli

Origine del nome Infrascata

Sono tante le storie sull’origine del nome Infrascata. Come abbiamo citato sopra, esiste la ricerca di Salazar che vede nella famiglia degli Infrascato la possibile soluzione al rebus. Eppure la denominazione Infrascata fa immediatamente pensare alle “frasche“, le erbacce che un tempo dominavano l’intera area.

Ma il termine Infrascata in realtà potrebbe rifarsi al termine “fraschetta“, ovvero le antiche osterie che si trovavano su tutta la salita. Queste locande erano solite porre fuori alle porte delle “frasche” per far capire ai viaggiatori che salivano per di qua, che all’interno si poteva degustare del vino, come l'”Asprina” o la “Fraulella“.

Il Tram

Per un certo periodo ci fu anche una linea di tram che passava per qui. Fu inaugurata il 31 gennaio 1888. Della cerimonia d’inaugurazione sappiamo, fra altre cose, che “la lieta festa fu turbata solo lievemente dal tempo cattivo”; che “All’Hotel Bristol, al ritorno, si fece un dejeuner lautamente servito ed allietato dalla musica di un’orchestra composta di venti professori. E’ superfluo far rilevare che la rumorosità della cremagliera, a cui si aggiungeva il fumo della locomotiva fra le case, rendevano il tram a vapore di Salvator Rosa poco gradito agli abitanti delle zone attraversate. Inoltre un trenino con una sola carrozza trainata era energeticamente “sbagliato” perché gran parte della potenza sviluppata dal motore serviva a muovere il peso della locomotiva, piuttosto che il peso trainato, cioè i viaggiatori.

Via Salvator Rosa, ovvero l'antica "Infrascata"
Foto d’epoca del tram di via Salvator Rosa, dal gruppo Facebook “Il Corpo di Napoli”

Bibliografia:

Le strade di Napoli, Gino Doria, Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1943

Le strade di Napoli, Romualdo Marrone, Newton and Compton Editore, Roma, 1996

Le strade del Vomero, Antonio La Gala, Guida Editore, Napoli, 1996

Foto di Nicola Monti sul gruppo Napoli Retrò

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