Ashanti Palm e Doris, i due relitti nel golfo di Napoli

Ashanti Palm e Doris, i due relitti nel golfo di Napoli

In fondo al golfo di Napoli giacciono due relitti da più di cinquant’anni: l’Ashanti Palm e la Doris. Erano navi che portavano, tra le altre cose, ricchezze, manufatti e oggetti provenienti dall’Oriente. Una delle due veniva chiamata addirittura Olandese Volante, come il vascello fantasma che solca i mari in eterno senza una meta precisa…

L’Ashanti Palm

Ashanti Palm e Doris, i due relitti nel golfo di Napoli
L’Ashanti Palm- Foto di https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it

Nel molo di San Vincenzo, a poca distanza dal Borgo Orefici, giace su un fondo che arriva a -36 mt il relitto dell’Ashanti Palm, una vecchia nave a propulsione a vapore. La nave partì da Genova e doveva arrivare a Port Harcourt in Nigeria. Conteneva oggetti orientali e ancora oggi alcuni resti del carico sono evidenti. Si fermò a Napoli per due giorni ma, a causa di un violento nubifragio, il 18 novembre 1962 naufragò inesorabilmente.

Lunga circa 220 metri, si spezzò in tre parti, e adesso che si trova in fondo al mare, c’è una incredibile attività di pesci di ogni tipo, che nuotano all’interno, dove un tempo passeggiavano il capitano e la sua ciurma. Possiamo trovare pesci di branco e di passo, cernie, aragoste, San Pietro ed una enorme Rana Pescatrice che, raramente, si fa vedere e porta i segni di tentativi di pesca.

La Doris

Ashanti Palm e Doris, i due relitti nel golfo di Napoli
La Doris- Foto di http://www.napolidivingcenter.it

Non lontana dalla Ashanti Palm c’è la Doris, localizzata all’esterno dell’antimurale del molo di San Vincenzo. Si trova a circa 20 metri sotto il livello del mare, adagiata sul lato sinistro sul fondale marino. La Doris era una nave cargo, soprannominata ”Olandese Volante” e proveniente da Iskenderun, in Turchia, diretta verso il centroamerica.

La nave entrò a Napoli il 12 ottobre del 1964 e affondò il 14 ottobre, durante una forte mareggiata, nella quale la poppa si scontrò sulla scogliera frangiflutti. Era lunga 120 metri, offriva suggestivi passaggi interni, e aveva dei maestosi alberi ma,  purtroppo, ora della nave c’è poco. Dopo la violentissima mareggiata del 23 dicembre 2004 è rimasto intatto solamente il castello di controllo e ad oggi è possibile visitarla solo esternamente. Il relitto è l’habitat perfetto di numerose specie: saraghi, murene, gronchi e nudibranchi.

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