Lucky Luciano e la sua casa in via Tasso

Il gangster Lucky Luciano trascorse gli ultimi 16 anni della sua vita a Napoli insieme alla sua compagna Igea Lissoni, in una casa di via Tasso...

Lucania (Lucky Luciano) possiede, senza figurarne proprietario, un edificio sito in via Tasso 484, Vomero, Napoli. Lucania pagò l’immobile cento milioni di lire. Occupa uno dei due appartamenti all’ultimo piano, lussuosamente arredato. Risulta proprietario certo Carlo Scarfaio, ma in realtà non lo è. Lucania abita qui dal giugno 1952. A scrivere queste righe fu la Guardia di Finanza di Napoli il 5 maggio 1953.

Premessa

Con questa storia non vogliamo dare spazio alla violenta vita di uno dei più sanguinari boss della malavita di tutti i tempi, né raccontare aneddoti sulla sua privacy. Noi non ci occupiamo di questo, bensì della storia di Napoli: e qui una storia c’è. Quella del palazzo di via Tasso 484, dove Luciano visse gli ultimi sedici anni della sua vita, insieme alla sua compagna Igea Lissoni, una ballerina milanese della Scala di ventitré anni più giovane di lui, conosciuta in un hotel di Roma nel 1947.

Arrivo a Napoli

Dopo la sua carcerazione americana, il 12 aprile 1947 Luciano giunse a Genova a bordo del “Bakir” e venne portato immediatamente al carcere di Marassi, per poi essere trasferito al  carcere dell’Ucciardone di Palermo scortato da cinque carabinieri. Rimesso in libertà il 14 maggio, Luciano si stabilì a Capri, ma la vita da isolano non era abbastanza per lui, quindi, fece le valigie e si spostò a Napoli.

L’appartamento di Lucky Luciano in via Tasso

Lucky Luciano nel 1952, stanco di scappare da una casa all’altra, volle dare alla compagna Igea Lissoni un po’ di serenità coniugale. Dunque pagò 100 milioni di lire gli ultimi due piani di un palazzo di via Tasso, lussuosamente arredati (con una vista sul Vesuvio invidiabile). Sull’esatta locazione le fonti sono discordi. Il civico 484 (quello più accreditato) è ripreso dal rapporto dell’Antimafia del 1976 e da numerosi libri; il civico 128, all’interno del parco Comola Ricci è citato da un articolo dell’Unità del 1958; infine al civico 464, secondo altri autori ancora. Tra le stranezze che avvennero all’interno di quelle mura, è difficile non citare quella della decisione di dedicarsi a un negozio di apparecchiature elettriche in via Chiatamone, ma il suo proposito durò meno di un anno, tra il 1955 e 1956. In compagnia della coppia visse anche un cagnolino, a cui Lucky era molto affezionato.


Il 27 settembre del 1958 la Lissoni morì nell’appartamento napoletano, un evento che destabilizzerà la vita del boss. Lucky morirà d’infarto il 26 maggio del 1962 prima di incontrarsi con un produttore cinematografico interessato a fare un film sulla sua vita, all’Aeroporto di Capodichino.

Lucky Luciano e la sua casa in via Tasso

Bibliografia:

http://archiviopiolatorre.camera.it/img-repo/DOCUMENTAZIONE/Antimafia/02_rel_2.pdf

The Last Testament of Lucky Luciano: The Mafia Story in His Own Words, Martin Gosch, Richard Hammer, 1975

In morte di don Masino, Pietro Orsatti, Imprimatur, Reggio Emilia, 2016

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