GIUSEPPE CARIGNANI DI NOVOLI, IL PRIMO SINDACO DI NAPOLI

Giuseppe Carignani di Novoli, il primo sindaco di Napoli

Giuseppe Carignani di Novoli ha ricoperto un ruolo importantissimo nella nostra Napoli, diventando a 47 anni il primo sindaco della città.

Certo, tutti sappiamo che il primo sindaco di Napoli in effetti fu Michele Filangieri, grazie alla legge dell’ “eversione feudale”, che definiva la nuova struttura amministrativa della città, con la riforma della carica di Sindaco e istituendo il Decurionato (ovvero il consiglio), ma Carignani di Novoli ricoprì un ruolo pressoché identico, e con la medesima carica. Filangieri fu nominato il 2 dicembre 1808 e rimase in carica per 5 anni, fino al 29 marzo 1813. Ma anche lui fondamentalmente non era altro che un pupazzo nelle mani dei Francesi

La famiglia di Giuseppe Carignani di Novoli

La famiglia Carignani, da cui discende il nostro sindaco, ha origini antichissime, addirittura all’XI secolo. Provengono quasi tutti dalla Puglia, e esistono documentazioni che i Carignani avessero rapporti con Carlo I d’Angiò, già dal 1284.

Giuseppe, duca di Carignano e di Novoli, ma per tutti Giuseppe Carignani di Novoli, nacque a Lecce il 13 febbraio del 1759 dal Duca Don Giovanni Carlo Battista e da Ippolita Malvezzi Locatelli Leoni dei Conti della Selva, una donna dal nome estremamente lungo, lo sappiamo. All’età di 22 anni, nel 1781, sposò Donna Margherita Pignatelli dei Principi di Monteroduni, di due anni meno di lui. Non fu mai politicamente molto attivo, non era uno che amava farsi ascoltare mediante orazioni ciceroniane. Piuttosto era una persona tranquilla, coraggiosa e molto attaccato ai propri possedimenti.

La carriera politica

Sappiamo che durante la rivoluzione napoletana del 1799 Carignani di Novoli simpatizzò per la causa francese e si schierò con i rivoluzionari, visto che nel 1803 ringraziava in una lettera il ministro della Marina e segretario di Stato di Napoli, Sir John Acton. Giuseppe Carignani di Novoli, probabilmente con ingenuità, ammise di essere grato a Acton per “la riammissione all’onore di baciar la mano ai sovrani“. Non risulta comunque che abbia ricoperto incarichi di qualche rilievo durante il lungo regno di Ferdinando IV.

Con la seconda discesa de Francesi nel Regno di Napoli, Carignano di Novoli si distinse per le sue teorie finanziarie e per la sua lingua da vero adulatore. Venne nominato Consigliere di Stato il 4 luglio 1806 e soprattutto presidente del Corpo della città il 13 agosto dello stesso anno, che tradotto significa il primo sindaco nella storia di Napoli. Fu un momento storico incredibile nel Regno delle Due Sicilie, per la prima volta Napoli non veniva amministrata da un re o da un viceré, bensì da un sindaco. Chiariamoci, non era un vero e proprio come lo intendiamo oggi, era ovviamente una facciata dei regnanti.

Giuseppe Carignani di Novoli, il primo sindaco di Napoli
Ritratti di Giuseppe Carignani di Novoli

Attività da ministro

Partecipò attivamente alla vendita dei beni dello Stato, in seguito ai provvedimenti tendenti alla eversione della feudalità, ed era stato nel 1807 uno dei maggiori acquirenti in Terra di Lavoro, avendo comprato beni per una rendita complessiva di 1.584 ducati. Pierre-Louis Roederer, ministro delle Finanze sotto il regno di Giuseppe Bonaparte, lo giudicò il napoletano più preparato in materia economico finanziaria; ma tali qualità non riuscì a dimostrarle nel decennio francese, perché al Roederer successe Agar e Giuseppe Carignani di Novoli divenne per qualche anno soltanto il presidente della sezione Finanze del Consiglio di Stato. Dal 20 marzo al 22 aprile 1815 fu nominato ministro degli Esteri, sostituendo il duca di Gallo, impegnato a seguire il re ad Ancona, per le nuove operazioni militari.

Nel 1820 tornò sulla scena politica dopo i primi anni della restaurazione borbonica, quando fu designato Consigliere di Stato dal Parlamento Nazionale del Regno delle Due Sicilie. Partecipò attivamente allo sviluppo all’attività costituzionale di quegli anni. Il 20 novembre 1820 fu nominato consigliere di Stato dal Parlamento nazionale del Regno delle Due Sicilie e dal 10 dicembre 1820 al 23 marzo 1821 fu ministro delle Finanze del Governo Costituzionale.

Ma quando entrarono le truppe austriache a Napoli, il 23 marzo 1821, Giuseppe Carignani di Novoli ritornò nell’ombra. Nonostante la sua fama di esperto in finanza e nonostante il 19 settembre 1821 l’ambasciatore austriaco Ficquelmont lo avesse proposto a Metternich per l’incarico di ministro delle Finanze nel nuovo governo della restaurazione borbonica, Carignani di Novoli fu messo da parte. Successivamente Ferdinando I gli vietò addirittura l’accesso al Palazzo Reale perché “costituzionale”. Soltanto nel 1824 Giuseppe Carignani di Novoli fu chiamato per l’incarico di vicepresidente della Consulta di Stato.

Gli ultimi anni

Pur non coprendo più ruoli decisivi nella direzione politica del Regno, vide consolidata la sua posizione a corte grazie al ritorno al trono dell’antico reggente, Francesco, suo grande estimatore. Nel 1827 venne addiritura insignito del titolo di Cavaliere del Real Ordine di San Gennaro e la gran croce dell’Ordine di Francesco I, dopo che la sua carriera politica iniziò proprio grazie alla sua avversione nei confronti dei Borbone. Strana la vita!

Morì a Napoli il 24 novembre 1829.

Bibliografia:

Le strade di Napoli, Romualdo Marrone, Newton Compton Editori, Roma, 2007

Storia del Reame di Napoli dal 1734 al 1825, Pietro Colletta, a cura di Nino Cortese, Libreria scientifica editrice, Napoli, 1951

Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d’Italia, Berardo Candida Gonzaga, Arnaldo Forni Editore, Bologna, 1875

Mezzogiorno e Risorgimento. La Restaurazione a Napoli dal 1821 al 1830, Gaetano Cingari, Laterza Editore, Bari, 1970

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