La collina del Vomero, ovvero l'Olimpo per i greci

La collina del Vomero, ovvero l’Olimpo per i greci

Oggi è un centro commerciale a cielo aperto, dove in alcuni posti il caffè lo paghi anche un euro e non novanta centesimi. Quelli del Vomero per andare al centro storico dicono “giù Napoli”, come se la città fosse divisa in Nord e Sud. E in realtà, se uno ci pensa, è stato proprio così per un bel po’ di tempo, per secoli a dire il vero.

I primi greci sulla collina

Per alcuni luoghi, come Antignano e via Belvedere, è possibile risalire all’epoca dei Romani. Per epoche anteriori, purtroppo, possiamo fare solo delle congetture.
I primi uomini che si insediarono al Vomero erano sparpagliati in piccoli gruppetti, membri di famiglie allargate. Un po’d’acqua, un terreno per piantarci qualcosa e un posto dove dormire al sicuro. Le testimonianze più vicine sono delle tombe neolitiche a Materdei e la necropoli di Pizzofalcone.

La collina del Vomero, ovvero l'Olimpo per i greci
Necropoli di Pizzofalcone

Il profilo delle colline di Napoli doveva essere familiare ai navigatori greci, che si insediarono prima a Ischia, poi a Cuma, Pozzuoli, poi sul colle di Pizzofalcone fondarono Partenope e infine Neapolis. Il Vomero doveva apparirgli come un’alternanza di tufo giallo e tanto, tantissimo verde, da cui scendevano le acque piovane.

Il Vomero diventa l’Olimpo

E proprio questa possente collina, da cui scendeva l’acqua utile ai primi coloni, divenne quello che in patria era per loro il monte sacro, l’Olimpo. Il Vomero ne aveva tutte le caratteristiche, anche perché questa doveva essere una zona molto conosciuta e bazzicata. Sappiamo infatti che da qui passava la strada che portava a Pozzuoli e a Agnano, ovvero quella che fu poi ribattezzata dai Romani Via Puteoli- Neapolim per colles.

Quando i greci sbarcavano in qualche nuova terra, erano soliti rinominare le zone con dei nomi che gli fossero familiari. Fiumi, colli, città, assumevano tutto un altro impatto se chiamati con i nomi della loro patria. Così, giunti davanti alle colline vomeresi, gli antichi Greci dedicarono l’altura dei Camaldoli a Hera, la dea dei boschi, mentre quella del Vomero a Zeus.

Si può facilmente immaginare che sulla collina verde del Vomero si parlava la lingua di Socrate. Gli antichi greci napoletani, dunque, quando guardavano questo piccolo grande monte, da “giù Napoli” lo chiamavano col termine Olimpo. Chissà a questo punto se sia mai esistita una piccola comunità che, vivendo al Vomero, veniva chiamata “gli olimpici”. Sarebbe molto interessante andare a fondo alle origini greche del Vomero, anche attraverso quei piccoli, minuscoli reperti che sono stati conservati fino ai giorni nostri.

Bibliografia:

Vomero Storia e Storie, Antonio La Gala, Guida Editore, Napoli, 2004

1 comment
  1. SONO CONTENTA, DA ANZIANA SIGNORA CON LA PASSIONE PER NAPOLI E LA SUA STORIA, CHE ANCHE I GIOVANI NUTRANO LA LORO E LA MIA PASSIONE. BRAVO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You May Also Like
Il culto del Dio Mithra : il volto misterioso di Napoli

Il culto del Dio Mithra : il volto misterioso di Napoli

Il culto del dio Mithra viene da lontano, eppure si è radicato profondamente nel bacino del mediterraneo ed ovviamente nella città di Neapolis.
Da "pacchero" a "pazziare": il greco nel napoletano

Da “pacchero” a “pazziare”: il greco nel napoletano

Il greco è una lingua che ha lasciato molti segni sulla cultura e le parole napoletane. Pacchero, Zelluso, ma anche dei modi di dire di tutti i giorni…
Il Palio del Casale: un' avvincente corsa sui ciucci

Il Palio del Casale: un’ avvincente corsa sui ciucci

Un evento a dir poco singolare: una storia d’amore e tradizione. La corsa sugli asinelli svolta ogni anno nel territorio dell’ agro nolano è un’occasione per celebrare il folklore in una maniera alquanto insolita.