Mannaggia a Bubbà. Ma chi era costui?

Mannaggia a Bubbà. Ma chi era costui?

Le imprecazioni napoletane non hanno nulla a che fare con la sfera religiosa, non sono bestemmie. Non sfociano mai nella cattiveria ma si tende a maledire qualcuno o qualcosa. Come nel caso del mistico Bubbà, un personaggio che viene maledetto con la classica formula “Mannaggia a Bubbà”. Ma chi era questo Bubbà? Come mai ce l’hanno tutti con lui? Scopriamolo insieme.

Mannaggia a Bubbà torna in auge

Come ogni maledizione che si rispetti, bisognava trovare una sorta di capro espiatorio contro cui inveire, senza scomodare santi e altre divinità. Ci pensò Eduardo De Filippo con la sua commedia “Quei figuri di tanti anni fa” del 1929 a riportare in auge la formula di Mannaggia a Bubbà. Fu lui a far risuonare questa bellissima imprecazione al teatro, donandola al pubblico napoletano. Successivamente anche nel cartone animato “Totò Sapore” del 2003 l’imprecazione napoletana si trovava di continuo sulla bocca del protagonista. Ma chi era questo Bubbà così tanto detestato?

Bubbà: la storia

Vissuto all’incirca nell’Ottocento, Bubbà era un personaggio noto nei bassifondi napoletani. Non si sa se sia mai esistito, quello che sappiamo di certo di lui è che col tempo la sua figura è mutata, andando a incarnare i valori più meschini e loschi della società napoletana, dedito alle attività illecite. Bubbà era solito essere invischiato in qualsivoglia traffico o situazione incerta. Questa cattiva reputazione, frutto delle sue malefatte, ha reso nel tempo la figura losca di Bubbà la causa di ogni evento negativo: se capitava qualcosa di cattivo, se qualcosa di storto accadeva, si poteva esser quasi sicuri che ci fosse il suo zampino.

Bibliografia

Mannaggia Bubbà. Interiezioni, imprecazioni e invettive napoletane, Luciano Galassi, Kairòs, 2012

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