Via Tribunali e la sua storia: ecco come nasce questa strada

Via Tribunali e la sua storia: ecco come nasce questa strada

Fiumi di gente che si affollano per una stradina lunga e stretta nel cuore di Napoli. Ecco come si presenta via Tribunali agli occhi dei napoletani, che ogni giorno la calpestano e ci camminano per muoversi da un punto all’altro della città.

Tra negozi e bar, ci si catapulta nella storia, grazie agli antichi edifici che costeggiano la via. Ricco di palazzi monumentali e chiese uniche al mondo (come quella di San Lorenzo Maggiore o dei Girolamini), questo luogo in realtà non ha avuto sempre questo aspetto, bensì in origine era totalmente diverso. Un cambio di look che è durato secoli, fino a oggi che rappresenta uno dei simboli della città.

Quando era “solo” un Decumano

Per ogni napoletano che si rispetti, via Tribunali in realtà è soprannominato il Decumano maggiore. Questo perché anticamente, ai tempi dei Greci, rappresentava una delle tre strade principali della città.

Ma, c’è un ma. Realisticamente parlando, la parola “Decumano” non ha nulla a che fare con l’antica Grecia. Infatti sarebbe più opportuno parlare di plateia e non di “Decumano”, denominazione di epoca romana che per convenzione ha sostituito quello originario.

L’inizio del Decumano è precisamente dove sono presenti le mura greche della città, quindi appena uscito da Port’Alba, nell’odierna piazza Bellini. L’antica strada si sviluppa poi passando per via san Pietro a Majella e per via Tribunali, incrociando via Duomo e il Castel Capuano.

Un elemento fondamentale per capire l’importanza che aveva questa strada all’epoca dei Greci, è la presenza dell’agorà (divenuto foro, in epoca Romana) dove oggi sorge piazza san Gaetano.

Questa era la piazza principale della città, quindi va da sé comprendere che via Tribunali, fin dalla nascita di Neapolis, è sempre stata un’arteria affollatissima e frequentatissima. Sempre sulla piazza, a testimonianza di ciò, ci sono gli ingressi per il sottosuolo di Napoli e per gli scavi di San Lorenzo, i quali offrono importanti resti della Neapolis greca.

Via Tribunali e la sua storia: ecco come nasce questa strada
I 3 decumani. Si ringrazia per l’immagine Sergio Dattilo del gruppo Facebook “Napoli Retrò

La trasformazione in via Tribunali del viceré Pedro de Toledo

Ma il decumano maior, come ci ricorda Gino Doria, nel corso del tempo ha preso diversi nomi: in principio era via Augustale, poi divenne Mercato Vecchio e infine via di Capuana. Ma la cosa incredibile è che l’essere umano, a volte, ha la memoria un po’ troppo corta.

Via di Capuana infatti è descritta dettagliatamente nell’Amleto di Giovanni Boccaccio, che qui a Napoli trascorse diversi anni. Oppure basta sfogliare le pagine dell’Itinerarium Satyricon di Petrarca per catapultarsi nella via Tribunali di metà ‘300. Sono letture commoventi, in cui viene citata una strada che già allora era fondamentale per lo sviluppo della città.

Il nome “Tribunali” prevalse dopo che il viceré don Pedro de Toledo unificò nel Castel Capuano i cinque tribunali di Napoli: la Gran Corte della Vicaria, il Real Consiglio (che si trovava nel chiostro di Santa Chiara), la Real Camera Sommaria, che aveva sede nel palazzo del marchese del Vasto della Pietrasanta, il tribunale della Bagliva, alle scale della Chiesa di San Paolo e il Tribunale della Zecca.

Ebbene, indovinate un po’ dove termina la lunga via Tribunali? Proprio di fronte a Castel Capuano, la sede di tutti i tribunali di Napoli! Mistero svelato!

Bibliografia:

Gino Doria, Le strade di Napoli, Grimaldi & Co Editore, Napoli, 2018

Luigi Argiulo, I vicoli di Napoli, Newton and Compton Editori, Roma, 2004

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