Il Sentiero dei Limoni: da Maiori a Minori tra agricoltura, cinema e tradizioni

Il Sentiero dei Limoni: da Maiori a Minori tra agricoltura, cinema e tradizioni

Il Sentiero dei Limoni è un affascinante percorso che unisce Maiori e Minori, rinomate località della Costiera Amalfitana, storicamente utilizzato dai contadini per trasportare i limoni. Attraversarlo permette di ammirare i tipici limoneti, modellati scolpendo dei dolci terrazzamenti panoramici sui ripidi versanti dei Monti Lattari, oltre che vivere gli scenari protagonisti del cinema di Roberto Rossellini.

Il Sentiero dei Limoni: da Maiori a Minori tra agricoltura, cinema e tradizioni

La partenza da Maiori: la chiesa di Santa Maria a Mare

Uno degli accessi al sentiero è la scalinata che porta dal Corso Reginna di Maiori alla Colleggiata di Santa Maria a Mare. Il complesso religioso prende il nome da una statua in legno della Madonna rinvenuta nelle acque costiere, perfettamente intatta, nei primi anni del 1200. Era stata gettata in mare da marinai in balia di una tempesta, nel tentativo di alleggerire il carico della nave e evitare un naufragio.

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Chiesa di Santa Maria a Mare, Maiori.

La chiesa è protagonista, insieme ai vicoli di Maiori, nel film L’amore di Roberto Rossellini, con Anna Magnani come protagonista. È in Costiera Amalfitana che fu ambientato Il miracolo, secondo episodio della pellicola, girato nel 1948. Rossellini fece ampio uso dei sentieri montani, delle asperità della costa e delle tante chiese presenti per raccontare una drammatica vicenda, dove paesaggi naturali e antropici si fondono in un equilibrio precario. L’amore non è comunque l’unico film di Rossellini ambientato a Maiori.

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La chiesa di Santa Maria a Mare nel film di Rossellini.

Le scale percorse da Anna Magnani

Il Sentiero dei Limoni, una volta superata la chiesa, diventa gradualmente più ripido, svelando uno dei suoi primi panorami. La pendenza della strada è un elemento narrativo a sé all’interno de Il miracolo. Nannina (Anna Magnani) viene inquadrata con la chiesa di Santa Maria a Mare alle spalle, mentre prova a scappare dai maltrattamenti dei suoi compaesani. Le tortuose scale offrono l’unica via di fuga alla protagonista, costretta a vincerne le difficoltà e a trovare rifugio in un angolo nascosto della costiera.

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Nannina (Anna Magnani) mentre fugge da Maiori.

Percorrendo le stesse scale della pellicola si arriva al cuore del Sentiero dei Limoni. Qui il paesaggi urbano si allontana gradualmente, mentre iniziano a susseguirsi gli agrumeti, favolose terrazze con vista sul golfo di Salerno. I limoni invadono il paesaggio ai lati, sconfinando talvolta dal proprio giardino e improvvisando dei piccoli tetti lungo il sentiero.

Lo Sfusato Amalfitano

La chiesa di Santa Maria a Mare è ormai lontana, la natura e il giallo dei limoni conquistano l’ambiente, ma ecco che affiora un pittoresco presepe nella roccia. Siamo nel regno dello Sfusato Amalfitano, prodotto tipico campano che dà luogo all’indicazione geografica protetta Limone Costa D’Amalfi. L’agrume di queste terre è tra i più ricchi di vitamina C e viene destinato, oltre al mercato del fresco, alla produzione del limoncello, liquore ottenuto immergendo le bucce di limone nell’alcool puro. La miglior produzione si ha tra primavera ed estate.

Lo Sfusato Amalfitano è reso unico anche dalla sua particolare coltivazione a terrazza, con le piante coperte oggi da numerose reti ombreggianti. La storia del limone di Amalfi parte però da lontano.

Introdotto in Campania dagli arabi e diffuso ampiamente già nell’XI secolo, il limone era particolarmente utile nella lotta allo scorbuto, malattia dovuta alla carenza di vitamina C. Fu così che, nella terra resa celebre dal mare e dai navigatori amalfitani, si impose questa particolare coltivazione contadina. I marinai necessitavano infatti di abbandonanti provviste di limoni a bordo delle navi.

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Dai limoni alle formichelle

Gli agricoltori dei Monti Lattari hanno saputo inventarsi coltivazioni nei posti più ostici, rendendo orizzontale una natura estremamente verticale. Le difficoltà di accesso agli agrumeti e le ridotte dimensioni dello spazio coltivabile hanno comunque portato molti all’abbandono delle terre. Basti pensare che per lungo tempo le ceste con i limoni venivano trasportate sulle teste delle donne locali, soprannominate “formichelle“. Il sentiero che collega Maiori e Minori con la montana Tramonti è detto proprio Sentiero delle Formichelle, in quanto strada storicamente percorsa dalle donne per commerciare i limoni sulla costa.

Il Sentiero dei Limoni si trasforma così in quello delle Formichelle, nel tratto in cui è possibile proseguire verso l’alto, in direzione di Tramonti. La stessa Anna Magnani, nelle prime scene de Il miracolo, viene ritratta come una “formichella”, con indosso una cesta colma di vegetazione.

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La complessa accessibilità degli agrumeti.

L’isolato Convento di San Nicola

Nel finale della pellicola Nannina troverà rifugio in un isolato santuario tra i monti. Il Sentiero dei Limoni, allo stesso modo, permette di raggiungere un’oasi di contemplazione, se si devia verso nord seguendo il sentiero CAI 315a, in direzione di Sambuco, frazione di Ravello.

Lungo la strada si incontra infatti il suggestivo Convento di San Nicola, a quota 478m, chiesa forse edificata alla fine del sec. XI o all’inizio del sec. XII. Il panorama ripaga della stanchezza accumulata nella salita, permettendo di ammirare dall’alto il piccolo paradiso della Costiera Amalfitana.

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Convento di San Nicola, Minori.

L’arrivo a Minori, tra babà e delizie al limone

Il sentiero CAI 315c permette di ritornare in discesa al Sentiero dei Limoni, che prosegue poi fino a Minori. Qui si possono finalmente gustare i sapori dei limoni in una delle specialità dolciarie della costa, come la celebre “Delizia” o il babà al limoncello. Il noto pasticciere Sal De Riso ha proprio sul lungomare di Minori la sua sede principale.

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Veduta di Minori dal Sentiero dei Limoni.

Il Sentiero dei Limoni classico, percorso senza deviazioni, è lungo circa un paio di chilometri e ha un dislivello intorno ai 140 metri. Può essere percorso agevolmente in un’ora, ma è bene prendersi del tempo per ammirare i giardini, osservando i rami dei limoneti che si intrecciano, o per scappare dal mondo urbanizzato, tra i sentieri che salgono verso Ravello o Tramonti. La strada che portava i limoni verso il mare è oggi un lento cammino verso la pace dei sensi.

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