L'ozio creativo di Ravello: artisti, intellettuali e nobili protagonisti del borgo

L’ozio creativo di Ravello: artisti, intellettuali e nobili protagonisti del borgo

Ravello è uno dei più affascinanti borghi della Costiera amalfitana, sorto nel VI secolo sull’alto di un promontorio roccioso a strapiombo sul mare. Sui resti del suo grande passato, Ravello è rinata grazie alla bellezza monumentale e paesaggistica, riscoperta dai viaggiatori di oggi e di ieri. Un luogo votato all’ozio creativo, in cui le vacanze hanno saputo stimolare una grande inventiva.

L'ozio creativo di Ravello: artisti, intellettuali e nobili protagonisti del borgo
Panorama sulla Costiera amalfitana da Villa Rufolo a Ravello. Ph. Ilenia F.

Da luogo di vacanza a centro culturale

Sono numerosi i siti di Ravello che oggi brillano grazie alle emozioni che hanno suscitato nei turisti del passato. Sulle orme del Grand Tour sono stati tanti gli intellettuali europei a passare le vacanze nel borgo amalfitano, contribuendo non poco alla sua rinascita economica e culturale. Le tracce del passaggio di nobili, intellettuali e artisti venuti da lontano sono disseminate in tutta la cittadina, tra le ville da loro frequentate e le arti che ancora oggi diffuse.

Fu un Lord scozzese, Sir Francis Nevile Reid, ad acquistare nella metà dell’Ottocento Villa Rufolo, complesso monumentale abbandonato da secoli. Seguirono importanti restauri che diedero alla villa una nuova bellezza e che le permisero di affermarsi come un importante centro culturale. Fu qui che avvenne l’estasi di Richard Wagner, giunto a Ravello nel 1880, che trovò nei fiori e nelle cortine della villa l’ispirazione per l’ambientazione del quadro scenico del II atto del Parsifal.

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Sala dei Cavalieri e Giardino all’interno di Villa Rufolo a Ravello. Ph. Ilenia F.

Villa Cimbrone fu invece riscoperta sul finire dell’Ottocento da Ernest William Beckett, intellettuale inglese noto con il titolo di Lord Grimthorpe. Beckett era giunto a Ravello per combattere la depressione in cui era precipitato a seguito della perdita della moglie. Decise di acquistare il complesso nel 1904 con il proposito di renderlo “Il luogo più bello del mondo“.

La villa divenne così un angolo di pace dove diversi elementi culturali anglosassoni si inserirono nel paesaggio della Costiera amalfitana. Esempi sono il Tea-Room, costruzione a padiglione aperto dove si consumava il rito pomeridiano del tè, e il Terrazzo delle Rose, dove un’affascinante balaustra sembra delimitare un antico campo da badminton, tipico gioco da giardino inglese e elemento fisso delle dimore di campagna agli inizi dell’Ottocento.

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Terrazzo dell’Infinito a Villa Cimbrone.

Da Villa Cimbrone nacque poi La Rondinaia, voluta nel 1927 da Lucylle, figlia di Lord Grimpthorpe. Mentre Villa Cimbrone si appoggia sul promontorio roccioso di Ravello, La Rondinaia è poco più in basso, quasi scolpita nella roccia sottostante. Fu acquistata nel 1972 dal drammaturgo americano Gore Vidal, che la cedette poi nel 2005.

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Sotto il promontorio roccioso, con la Rondinaia nella parte destra del costone. Ph. Gerardo Russo.

I tanti ospiti illustri di Ravello

Ravello fu resa sempre più celebre nel mondo dai suoi tanti celebri ospiti. André Gide, premio Nobel per la letteratura, ambientò a Ravello nel 1902 il romanzo “L’immoraliste”. La casa che ospitò Gilde avrebbe poi ispirato Edward M. Forest nel 1928 per il racconto “The Story of Panic”. Nel 1923 soggiornò a Ravello Maurits Cornelis Escher, grafico e incisore olandese che immortalò la Costiera in innumerevoli opere.

David Herbert Lawrence, scrittore e drammaturgo inglese, tra il 1926 e il 1937 scrisse nel borgo diversi capitoli del suo “L’amante di Lady Chatterley”. Villa Cimbrone nel 1938 diede rifugio a Greta Garbo e Leopold Stokowski nella loro fuga d’amore. A Ravello fu girato inoltre girato nel 1953 il film “Beat the Devil“, che aveva come cast Humphrey Bogart, Jennifer Jones, Gina Lollobrigida e Peter Lorre nonché il fotografo Robert Capa.

Sulle orme del turismo del passato

Ravello oggi è una rinomata meta di turismo internazionale. Le ville si sono trasformate in lussuosi alberghi e le strade sono popolate nelle giornate estive da viaggiatori provenienti da tutto il mondo, desiderosi di rivivere le emozioni dei tanti intellettuali e artisti che hanno celebrato Ravello negli ultimi secoli.

I turisti visitano quindi in un certo senso i luoghi dei viaggiatori del passato, in un vero e proprio turismo del turismo. Si respira costantemente, tra i belvedere e i vicoli, un costante senso di pace. Una perfetta vacanza di relax con la Costiera amalfitana all’orizzonte, a cui danno voce le felici famigliole a zonzo tra le stradine e i bambini emozionati dal mare in lontananza.

Un piccolo villaggio vacanza dedito alla cultura e alle arti. Basti pensare che, con circa 2400 abitanti, Ravello può contare su 92 esercizi ricettivi per un totale di ben 1573 posti letto. Una popolazione che può quindi potenzialmente quasi raddoppiare nei periodi di maggiore presenza turistica.

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Veduta di Ravello. Ph. Max Libertine

La teoria dell’ozio creativo di Domenico De Masi

Ravello è stata definita dal sociologo Domenico De Masi come brillante esempio di un modello esistenziale basato sull’ “ozio creativo”. De Masi ha teorizzato nel corso della sua lunghissima carriera il concetto di ozio creativo, processo necessario per la produzione di idee nella società post-industriale.

In un contesto in cui tempo libero e attività culturali hanno sempre più importanza, si profila per De Masi una società basata sulla cultura e lo svago, da cui deriverebbero importanti opportunità lavorative, imprenditoriali e in generale economiche.

Per De Masi l’ozio creativo non sarebbe altro che l’unione del lavoro con lo studio e il gioco. Una sorta di sintesi della favola di Esopo della cicala e della formica, che unisce le capacità produttive della formica con la voglia di divertirsi della cicala.

L'ozio creativo di Ravello: artisti, intellettuali e nobili protagonisti del borgo
Ravello, frazione e spiaggia di Castiglione, sintesi tra mare e montagna. Ph. Gerardo Russo.

Ravello, potendo offrire un paesaggio sia naturale che storico, oltre alle tante attività culturali che stimola e organizza, si profila come sito ideale per l’ozio creativo. Lo è già stato in passato, mettendo in moto la creatività e l’imprenditoria dei viaggiatori che restaurarono le ville e ispirando numerosi artisti in scritture e composizioni.

Le ville, divenute alberghi, e le tante opere culturali prodotte grazie a Ravello, hanno nel tempo generato un importante circuito economico sia nella cittadina che al di fuori. Tutto questo grazie al potere dell’ozio creativo che il borgo è stato in grado di preservare. In un presente dove il tempo di lavoro è sempre più confuso con il tempo libero, capiamo l’importanza che possono avere le caratteristiche di un luogo come Ravello nell’economia del futuro.

De Masi ha legato particolarmente la sua carriera a Ravello. È stato presidente della Fondazione Ravello, l’istituzione culturale che gestisce Villa Rufolo e che nella quale organizza il Ravello Festival, rassegna culturale di grandi concerti nata come omaggio a Wagner.

Fu proprio De Masi a spingere per la costruzione di una struttura che potesse prolungare la stagione di eventi a Ravello anche nei mesi invernali. Fu quindi progettato un auditorium “solare e curvilineo” dall’architetto brasiliano Oscar Niemeyer, poi a lui intitolato. L’amicizia di De Masi con il noto architetto ne facilitò il coinvolgimento.

Riscoprire se stessi o conoscersi

Ravello, luogo ideale per le vacanze nonché per la pratica dell’ozio creativo, permette quindi di avvicinarsi a se stessi in modo inedito. Intellettuali, nobili e artisti riscoprivano passioni e amori tra gli orizzonti ravellesi, ma allo stesso tempo la commistione tra gioco e lavoro permetteva di riconsiderare totalmente la prima vita, offrendo nuovi punti di vista. Come una vacanza può consentire di riavvicinarsi alla propria famiglia, così un inatteso momento di benessere può suscitare nuove emozioni e interessi.

Proprio tra le coste della vicina Amalfi trovò ispirazione il drammaturgo norvegese Henrik Ibsen per la sua “Casa di bambola“, in cui la protagonista, che era stata a Capri per migliorare le condizioni di salute del marito, lascerà la famiglia per cercare la propria identità in seguito a un’improvvisa epifania.

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Scorzio di Ravello. Ph. Despina Galani.

La frantumazione dell’infinito

Dal celebre Terrazzo dell’Infinito l’orizzonte aspetta di essere raggiunto in tantissime direzioni. Solo così si può vincere la grande contraddizione insita in ogni vacanza, ossia l’essere il contrario della propria vita di tutti giorni.

La felicità di una vacanza a Ravello diventa un nuovo approccio alla vita, voglia di allegria e spensieratezza come costante delle proprie attività, tempo libero che diventa tempo effettivo, in cui si sceglie in libertà ciò di cui occuparsi. Solo così si vince la contraddizione della vacanza e ci si avvicina all’ozio creativo.

Ai piedi del costone roccioso di Ravello lo scenario si capovolge. Troviamo un sito ancora oggi abbandonato, che risulta quasi fagocitato dalla selvaggia natura circostante. Si tratta di Santa Barbara alle Grotte, antica struttura religiosa posta all’interno di ampie cavità della parete rocciosa. Luogo affascinante, che richiama una vita da eremita, in contrasto con la mondanità delle ville ravellesi poco più in alto.

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Santa Barbara alle Grotte. Ph. Gerardo Russo.

L’infinito evocato da Villa Cimbrone aspetta di essere percorso, frammentato in tutte le asperità che si incontrano scendendo lungo il costone. Un lunghissimo percorso di scale che conduce fino agli intrecciati vicoli di Atrani.

Visioni, contemplazioni e fantasie che si sparpagliano uscendo dal magico mondo di Ravello, rivelando una realtà sommersa e labirintica nell’avvicinarsi lentamente al mare, eterno e irraggiungibile ideale di fuga.

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