Pariare, voce del verbo "digerire": storia ed etimologia

Pariare, voce del verbo “digerire”: storia ed etimologia

C’è un verbo tra i ragazzi di Napoli che viene utilizzato quotidianamente, costantemente, indefessamente: parliamo di pariare, che oggi è per tutti un sinonimo di divertimento. “Pariare” è un termine che però ha assunto il significato di “divertirsi” soltanto negli anni Settanta del XX secolo in quanto, fino ad allora, gli antichi napoletani erano soliti parlare di “pariare” per riferirsi all’atto della digestione.

Sembra strano ma, tra il digerire e il “pariamento“, c’è un sottile filo rosso che collega Napoli con l’antica Roma, la Grecia e la Spagna. Pariare deriverebbe infatti di paleare, che in latino significa, appunto, digerire, ma anche da pariémi, che in greco vuol dire divertirsi, rilassarsi.

Quando pariare significava digerire

Prima di immergersi nello sconfinato mondo delle parole di origine latina, c’è bisogno di una doverosa premessa. Nella Roma imperiale, lo sappiamo, non esistevano mezze misure. Per esempio il sesso era all’ordine del giorno, presente in ogni sua perversione su affreschi e monumenti, così come le norme del bon ton e del galateo. Anche per quanto riguarda l’atto della defecazione, gli antichi romani non le mandavano a dire.

E’ celebre l’immagine che decorava i bagni pubblici di Ostia antica, in cui sta scritta la soluzione, parodico/umoristica, che il sapiente Solone, vissuto ad Atene nel VI secolo a.C., adottava dopo i pasti, per digerire meglio: “Ut bene cacaret ventrem paleavit Solon”, ovvero “Per cacare bene Solone si massaggiava il ventre”.

Pariare, voce del verbo "digerire": storia ed etimologia

In questa incisione il termine “paleare” ha un ruolo fondamentale. Massaggiandosi lo stomaco, i romani erano convinti di digerire meglio e ancora oggi, quando ci si schiaffeggia la pancia (paleare significa anche schiaffeggiare in italiano, dal quale deriva la famosa “paliata“), si ha l’intenzione di emettere un rutto.

Sì, ma cosa centra la digestione con il divertimento? Se si massaggiava il ventre era perché non si stava digerendo bene ciò che si aveva mangiato poco prima. Dal contrario della locuzione nun ‘o posso pariare(non lo posso sopportare), sarebbe dunque derivato il significato intrinseco di “mi piace particolarmente, mi diverte”.

Inoltre, un’altra ipotesi potrebbe essere la sensazione di benessere e piacere che si prova dopo aver digerito un lauto pasto, quella stessa spensieratezza che si avverte quando ci si diverte in compagnia di amici e parenti.

D’altro canto anche nell’italiano moderno, se si dice “non lo digerisco”, ci si riferisce a una persona che non ci piace, con cui non ci si diverte, proprio come nel napoletano corrente nel quale, per estensione, al verbo pariare si attribuisce anche il significato di sopportare: Nun te pozzo parià(non posso digerirti, non ti posso sopportare).

Anche gli spagnoli “pariavano”

Ma a volte, la lingua napoletana è così misteriosa e affascinante che è meglio prendere in considerazione tutte le possibilità. Molti termini napoletani derivano da altre lingue, dal francese, dal greco, dall’arabo e per ultimo, ma non per importanza, dallo spagnolo.

L’etimologia di “pariare” potrebbe essere radicata anche nella vicina Spagna, dove “pareja” vuol dire “coppia” o “compagno”: ecco quindi che si spiegherebbe l’origine del verbo, che indica lo stare in compagnia e quindi il divertirsi.

Un termine in disuso

Non si sa come mai, ma non esistono altre fonti che attestino l’esatta collocazione etimologica di questo verbo. Nelle antiche strofe delle poesie napoletane, non c’è traccia di “pariare” così come viene inteso tutt’oggi. Viviani, Di Giacomo, Russo, nessuno di loro lo ha mai citato. Bisognerà aspettare gli anni ’70, per una riaffermazione del termine tra i giovani napoletani che, a distanza di cinquant’anni, ancora oggi si divertono ad utilizzare la parola pariare.

Bibliografia

Parlammoce accussì: dizionario italiano-napoletano, napoletano-italiano con proverbi e modi di dire, Claudio Pennino, Intra Moenia, Napoli, 2008

Accademia della Crusca

La dieta di Galeno. L’alimentazione degli antichi romani, Mark Grant, Edizioni Mediterranee, Roma, 2005

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You May Also Like
misericordiella

Misericordiella: la chiesa nel cuore della Sanità

Quel quid lo si può ritrovare magari in altre culture, o in altri paesi. Ma la cosa magnifica è che la maggior parte delle volte il napoletano rimane affascinato da ciò che ha nella propria città. E’ questo il caso della Chiesa della Misericordiella. Situata all’ingresso della Sanità, questa chiesa ha qualcosa di speciale.