Maria Clotilde di Borbone: la sorella di Luigi XVI che divenne venerabile a Napoli

Maria Clotilde di Borbone: la sorella di Luigi XVI che divenne venerabile a Napoli

Poteva essere la regina dei Francesi, ma non lo divenne mai, a causa della morte prematura di suo padre, il delfino di Francia Luigi Ferdinando di Borbone-Francia. Maria Clotilde di Borbone poteva anche diventare una Santa, ma il suo percorso si è fermato nel girone dei Venerabili: per lei niente santità. Poteva essere tanto e ancora di più, ma il fato ha portato la principessa Maria Clotilde a Napoli, per la quale spese tutte le sue energie.

Qui infatti potrà godere a pieno della libertà di essere sé stessa, grazie alla pace trovata e tanto ricercata durante i suoi soggiorni in Francia, a Firenze, a Roma e in Sardegna. Da sempre lontana dai salotti dei nobili, la sorella dell’ultimo re francese, fin da giovanissima aveva mostrato una forte inclinazione religiosa e mistica, che però non le risparmiarono il matrimonio combinato con il principe ereditario di Piemonte, Carlo Emanuele. La donna trascorse gli ultimi anni della sua vita sempre nel capoluogo campano, dove è tutt’oggi sepolta, all’interno della chiesa Francescana di Santa Caterina a Chiaia, nella cappella della Buona Pastora.

Da Versailles a Napoli

Maria Clotilde di Borbone nacque a Versailles il 23 settembre del 1759 e fu la prima figlia femmina della regina Maria Leszczyńska e Luigi, Delfino di Francia e primo figlio maschio del re Luigi XV. Come già scritto, la principessa già da bambina mostrava un forte attaccamento alla religione cristiana. Per questo motivo accettò di buon grado il matrimonio con Carlo Emanuele nel 1775, anch’egli fervente cattolico, con il quale abbracciò la Regola del Terzo Ordine Domenicano, dove presero i rispettivi nomi di Maria Clotilde di Santa Margherita e Carlo Emanuele di San Giacinto.

Intanto in Francia suo fratello Luigi XVI fu giustiziato nel 1792, insieme alla cognata Maria Antonietta e alla sorella Maria Elisabetta dopo i moti della Rivoluzione Francese. Maria Clotilde approfittò della discendenza reale del marito e salì sul trono di Sardegna nel 1796, ma per soli due anni: nel 1798 i francesi invasero il Piemonte e i monarchi furono costretti a firmare una convenzione col generale francese Joubert, rinunciando definitivamente al trono.

Durante il suo biennio da regina, in Sardegna conobbe padre Giovan Battista Senes di Osilo, un ex-gesuita confessore delle monache cappuccine cagliaritane, con il quale strinse subito un rapporto che la segnerà a vita. Desiderosa di intraprendere la via del Signore, lo assunse come suo assistente spirituale: Maria Clotilde, inoltre, spese molte energie per i gesuiti, affinché tornassero in Sardegna.

I due partirono per l’esilio e, dopo alcune soste a Cagliari, a Roma e a Firenze, decisero di riparare a Napoli il 25 novembre del 1800, sotto l’occhio vigile dei Borbone. Quel che sappiamo è che, appena giunti nella Capitale del Regno, furono ospiti dapprima della locanda “Alle Crocelle” al Chiatamone e poi dell’albergo “Aquila Nera” a Santa Lucia.

Maria Clotilde di Borbone: la sorella di Luigi XVI che divenne venerabile a Napoli
Maria Clotilde di Borbone

Maria Clotilde di Borbone: la “quasi” santa

A Napoli ancora qualcuno parla di lei come la “Venerabile”. Maria Clotilde di Borbone iniziò a frequentare immediatamente chiese e chiesette, facendo donazioni e aiutando i più poveri. Nella chiesa di Santa Caterina a Chiaia aveva trovato la sua seconda casa: qui la regina era solita passare intere giornate, in preghiera, in solitaria, anche se a volte non mancavano le fedeli che la accerchiavano, emozionate di poter pregare insieme alla ex regina del Piemonte.

La sua fede crebbe giorno dopo giorno, forse anche perché a Napoli non mancavano i devoti agli innumerevoli santi della città. Maria Clotilde andò spesso in visita alle strutture che ospitavano i poveri, cercando di allietare le loro condizioni sborsando una bella cifra, ereditata chiaramente dalla famiglia.

Quando morì, a Napoli, il 7 marzo 1802, fu acclamata “angelo tutelare del Piemonte” e in città furono migliaia coloro che piansero la scomparsa della monarca. Carlo Emanuele, rispettoso del suo desiderio di semplicità, le fece edificare una modesta tomba, restaurata poi nel 1933 dal principe Umberto.

Nonostante il processo di beatificazione portato avanti si sia oramai fermato, Maria Clotilde di Borbone è stata dichiarata Venerabile, per via della sua fede incrollabile e le sue azioni di carità nei confronti dei meno abbienti. Per fortuna ancora oggi, sia a Napoli che in Piemonte, il dolce ricordo di questa regina, così differente rispetto alle altre, è ancora vivo

Bibliografia

Andrea Jelardi, Strade, personaggi e storie di Napoli, da Posillipo a Toledo, Alfredo Guida Editore

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