Vico Scassacocchi: una strada famosa perché distruggeva le ruote delle carrozze

Vico Scassacocchi: una strada famosa per chi distruggeva le ruote delle carrozze

Chi passeggiava per vico Scassacocchi, nel cuore del Centro Storico, prima dell’invenzione dell’automobile, avrebbe avuto a che fare con ruote che partivano e carrozze che si distruggevano. Esattamente così, questa zona è stata vista per secoli come una specie di triangolo delle Bermuda e c’era chi, addirittura, preferiva allungare il tragitto, pur di non passare per di qui. Non si sa perché, ma solo in questo vicolo c’era l’altissima probabilità di fare un incidente. O almeno così pare.

Sì, perché le storie che si tramandano sulle origini di questa stretta viuzza sono molteplici, ma soltanto tre, diciamoci la verità, sembrano essere quelle più vicine alla realtà.

Vico Scassacocchi: una strada famosa per chi distruggeva le ruote delle carrozze
Vico Scassacocchi

Vico Scassacocchi: origine del nome

Vico Scassacocchi è, come giusto che sia, una delle strade più amate dai napoletani, sia per il suo nome onomatopeicamente simpatico, sia perché è un’arteria fondamentale che porta da Forcella fino alla zona dei Tribunali. Passeggiando per questa strada è semplice immergersi nella storia, nei suoni e negli odori antichi. Chi vive qui, lo fa da generazioni e ama follemente questa città.

Spesso però, capita di camminare in una parte di Napoli e non avere la minima idea di dove ci si trovi. Qui, anticamente, molto probabilmente c’erano i famosi scassacocchi, ovvero i rivenditori di pezzi rotti di carrozze, ruote e balestre. Per questo, c’è chi dice che il nome di questa strada deriverebbe proprio dai lavoratori che pullulavano per questa via.

Altra considerazione potrebbe essere che l’etimologia di vico Scassacocchi trovi la sua origine nel pessimo manto stradale che ricopriva questa traversa. Sembrerebbe che, al passaggio delle carrozze, qualche ruota o qualche pezzo del precursore dell’automobile era solito volare, andando a rompere così il mezzo che trasportava i nobili da una parte all’altra di Napoli. Forse a causa anche della sua ristrettezza, questa è la storia che i più si tramandano e parrebbe quella più vicina alla realtà dei fatti.

Dulcis in fundo invece, la soluzione più semplice, ma anche la meno scontata. Nella vicina chiesa dell’Assunta, detta anche Santa Maria la Bruna dei Caraccioli, era annessa la Congrega degli Scassacocchi.

Vico Scassacocchi…un nome autorevole

Vico Scassacocchi vene citato anche da Totò quando interpreta Pasqualino Miele nel film “Napoli Milionaria” di Eduardo De Filippo. Pasqualino abita al quinto piano del numero 17 di vico Scassacocchi e funge anche da sfondo per una famosa parodia del gruppo cabarettistico “La Smorfia“, con Massimo Troisi, Lello Arena ed Enzo Decaro, trasmessa in tv nel 1980: “Al vicolo Scassacocchi, un vicolo notoriamente tranquillo e pacifico…(Urla e strepiti fuoriscena interrompono il narratore). Napoli al vicolo Scassacocchi, un vicolo notoriamente…tranquillo e pacifico…(di nuovo le grida sguaiate del vicolo fuori scena). Napoli al vicolo Scassacocchi, un vicolo notoriamente…un vicolo notoriamente…un vicolo “notoriamente”! dove la gente era intenta alle normali attività, quali mangiare la pizza e suonare il mandolino, regnava incontrastato Don Gennarino Parsifàl…”.

Il vicolo è protagonista anche nella commedia atto unico di Eduardo De Filippo Quei figuri di trent’anni fa: “… accussì io te ce facimmo ‘a mappatella, e ce ne turnammo n’ata vota ‘o sesto piano dô Vico Scassacocchi (…così io e te facciamo le valigie e ritorniamo a vivere al sesto piano di Vico Scassacocchi.)

Bibliografia

Gino Doria, Le strade di Napoli, Riccardo Ricciardi Editore, 1979, Milano

Romualdo Marrone, Le Strade di Napoli, Newton and Compton Editore, 2007, Roma

Luigi Argiulo, I Vicoli di Napoli, Newton and Compton, 2004, Roma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You May Also Like
Torre Caselli (o Villa Bertè): dove si riunivano gli artisti

Torre Caselli (o Villa Bertè): dove si riunivano gli artisti

Torre Caselli è un edificio abbandonato che versa in pessime condizioni in Cupa Imparato, ai Colli Aminei. Un tempo era la Villa di Campagna dei Marchesi Caselli, una famiglia nobiliare di Napoli sin dai tempi dei Normanni. Ma perchè Torre Caselli veniva chiamata fino a qualche anno fa Villa Bertè?