Mussolini cittadino onorario di Napoli per 20 anni e la revoca di Ingrosso

Mussolini fu cittadino onorario di Napoli per 20 anni

Erano altri tempi, c’erano altri impulsi. A pensarci ora mette i brividi, ma Benito Mussolini fu cittadino onorario di Napoli, la città che tanto lo aveva conclamato durante il suo fatidico discorso del 25 ottobre 1931 e che fu abbandonata totalmente, sotto le bombe degli americani, inglesi, francesi e tedeschi.

Il Fascismo regnava incontrastato su tutta la Penisola e il Duce veniva accolto come un benefattore ovunque andasse. A Napoli venne diverse volte, ma quella del 1924 fu certamente la più significativa. Su proposta di due consiglieri Federico Baistrocchi e Alessandro Elefante, venne convocato il 31 luglio 1923 il Consiglio Comunale con all’ordine del giorno la nomina, come cittadino onorario di Napoli, Benito Mussolini. Dopo Roma, Perugia, Firenze, anche Napoli volle offrire al Duce la cittadinanza onoraria.

Mussolini fu cittadino onorario di Napoli per 20 anni
Mussolini e Hitler a via Partenope, prima dello scoppio della guerra

Mussolini cittadino onorario

Bisognava mandare un telegramma al Capo di Stato. In fretta e furia furono inviate le righe necessarie per la richiesta, al quale Mussolini rispose:

Alto onore mi avete fatto eleggendomi a cittadino onorario della vostra città. Avrei preferito che ciò fosse avvenuto a realizzazione ultimata o bene avanzata delle opere decise e necessarie al vostro avvenire di grandezza. Il vostro gesto è da interpretare come un benevolo atto di fiducia che non sarà delusa. Viva la più grande Napoli.

Il Mezzogiorno d’Italia non è ricco, ma può divenire ricco. Un popolo saggio, un popolo laborioso, un popolo che ha dato il fiore del suo sangue alla Patria può conquistare il Nord d’Italia e il Mezzogiorno: si livelli e scompaia questa differenza che spiritualmente non esiste più perché l’unità della Patria è un fatto compiuto, irrevocabile e tutti voi meridionali siete gelosissimi custodi di questa verità.

Vi sono le differenze dovute ad eventi storici e a fattori geografici. Il Governo deve venire incontro a voi e voi dovete operare. Vi ripeto che il mio Governo ha soprattutto presenti i bisogni e i problemi di Napoli e dell’Italia meridionale. Vi ripeto che voglio, fermamente voglio, fare tutto il possibile perché si realizzi quello che fu l’auspicio di due anni fa: vedere Napoli potente, prospera, veramente regina del Mediterraneo nostro. Mussolini

Benito Mussolini

La cerimonia avvenne il 16 settembre 1924 in Municipio, in occasione dell’inaugurazione della Fiera Campionaria. Al saluto del sindaco Raffaele Angiulli, il Duce asserì, come un vero e proprio problem solver, di avere per Napoli tutte le soluzioni ai suoi problemi, con queste parole:

Voi mi rendete in questo momento un altissimo onore e ve ne sono grato profondamente. Questo gesto di simpatia è un altro vincolo che rinsalda la catena della mia dedizione alla vostra città. Vi dirò che sono molto lieto di essere venuto a Napoli soprattutto perché ho potuto constatare con i miei propri occhi che certi problemi che io voglio condurre a rapida soluzione, a questa rapida soluzione si avviano.

Io non esagero se vi dico che ho nel mio cervello il quadro esatto di tutti i problemi interessanti Napoli e dalla risoluzione dei quali dipende l’avvenire della vostra città. Sono i problemi del mare, del porto, delle ferrovie, la ferrovia che deve abbreviare il percorso tra Napoli e le Calabrie, tra Napoli e Roma. Poi vi sono i problemi delle industrie.

Sono lieto, ad esempio, quando mi si dice che si lavora e che un problema si avvia alla risoluzione. Il Mezzogiorno d’Italia non è ricco, ma può divenire ricco. Un popolo saggio, un popolo laborioso, un popolo che ha dato il fiore del suo sangue alla Patria può conquistare il Nord d’Italia e il Mezzogiorno: si livelli e scompaia questa differenza che spiritualmente non esiste più perché l’unità della Patria è un fatto compiuto, irrevocabile e tutti voi meridionali siete gelosissimi custodi di questa verità.

Vi sono le differenze dovute ad eventi storici e a fattori geografici. Il Governo deve venire incontro a voi e voi dovete operare. Vi ripeto che il mio Governo ha soprattutto presenti i bisogni e i problemi di Napoli e dell’Italia meridionale. Vi ripeto che voglio, fermamente voglio, fare tutto il possibile perché si realizzi quello che fu l’auspicio di due anni fa: vedere Napoli potente, prospera, veramente regina del Mediterraneo nostro.

Benito Mussolini

La revoca della cittadinanza a Mussolini

Tutto il clamore e l’amore nei confronti di Mussolini andò a tacere nel momento in cui cadde la prima bomba sul capoluogo campano. Dopo aver vissuto anni di pura tragedia ed essersi liberata da sola, nel 1944 i buoni sentimenti tra i napoletani e il Duce andarono definitivamente in fumo e, anzi, per molti si trasformò in vero e proprio odio.

Dopo 16 anni tra commissari straordinari e podestà, il primo sindaco di Napoli fu il salentino Gustavo Ingrosso, eletto nelle liste del Partito d’Azione. Non un rivoluzionario e nemmeno un riparatore, ma tra i pochi provvedimenti che prese la sua giunta (Ingrosso tenne l’incarico dalla metà di aprile al settembre 1944), ci fu la delibera con cui si annullava l’atto di nomina a cittadino onorario di Benito Mussolini.

Nelle motivazioni si può leggere la rabbia, la delusione e la sfiducia verso quel passato così prossimo e allo stesso tempo così brutale, che si voleva in tutti i modi allontanare: “…mai sentimenti, speranze, aspettative e fiducia popolari rimasero, forse, nel corso dei tempi, tanto e così duramente delusi, quanto quelli che, in nome della cittadinanza napoletana, vennero, nella cennata occasione, enfaticamente e con scarso senso di misura espressi…”.

Mussolini fu cittadino onorario di Napoli per 20 anni
Mussolini a Napoli nel 1922

Bibliografia

https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11674

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