I 12 orologi di Napoli: gli ultimi sopravvissuti alla seconda guerra mondiale

I 12 orologi di Napoli: gli ultimi sopravvissuti alla seconda guerra mondiale

Impossibili non vederli, anche se a volte non si ci fa caso. Sono sparsi per le principali strade di Napoli i 12 orologi pubblici monumentali, che da quasi un secolo ricordano ai cittadini l’ora esatta. Coi loro dettagli raffinati, dalle lancette al quadrante, un pizzico di stile Liberty è possibile intravederlo ancora oggi. Anche se a volte risultano dismessi, la maggior parte segna ancora il giusto orario. Ma vi siete mai chiesti quale sia la loro storia?

Prima di tutto bisogna però dare un grosso merito a chi ha combattuto affinché venissero installati questi orologi. Napoli è una donna affascinante anche per via dei suoi gioielli, dei suoi indumenti e, i 40 orologi costruiti e posizionati tra il 1931 e il 1934, dovevano servire proprio a questo, ad arricchire, con gusto ed eleganza, una sinuosa bellezza come questa città.

I 12 orologi di Napoli: gli ultimi sopravvissuti alla seconda guerra mondiale
Uno dei 12 orologi a piazza Vanvitelli

La storia degli orologi in giro per Napoli

Napoli, città all’avanguardia. Bisognava dotare la città delle prime tecnologie rivoluzionarie e così, negli anni Trenta del Novecento, si pensò bene di installare una quarantina di orologi in giro per Napoli. Erano tempi in cui il capoluogo campano si preparava a diventare una metropoli europea, cosmopolita. Bisognava dunque contribuire a costruire il volto artistico ed il gusto estetico di Napoli, unificandoli con l’arredo urbano di fine Ottocento e Novecento.

Erano oggetti di precisione voluti fortemente dall’Eav (Ente Autonoma Volturno) e facevano parte del progetto per la realizzazione del cosiddetto impianto dell’ora unica della città di Napoli. Progettati in ghisa e fusi nella prestigiosa fonderia di Enrico Treichier all’Arenaccia, furono sincronizzati tramite un segnale radiotrasmesso da Norimberga e per questo motivo vennero soprannominati dai passanti “impianti dell’ora unica“.

Con la seconda guerra mondiale molti degli orologi andarono persi, distrutti dalle bombe nemiche. Dei 40 che erano visibili in tutta Napoli, sopravvissero soltanto 12, che oggi si trovano per esempio a piazza Vanvitelli, a via Depretis, a piazza Dante, a via Foria, avanti al Museo Nazionale, a via Mezzocannone, alla Pignasecca oppure a via Duomo.

Nel dopoguerra furono restaurati e, fino all’inizio degli anni ’60, allo scoccare di mezzogiorno, si sentiva in tutta la città un colpo a salve che veniva sparato da un cannone da Castel Sant’Elmo. Purtroppo però, come per tutte le cose belle, a un certo punto gli orologi smisero di funzionare e, uno ad uno, si fermarono definitivamente e fu impossibile trovare i pezzi di ricambio, ormai troppo vecchi e quindi irreperibili.

Oggi l’ora esatta è a portata di mano e per fortuna non c’è bisogno di andare in giro per le strade per vedere che ora siano. Ma questi veri e propri monumenti sopravvissuti al secondo conflitto mondiale, ci ricordano costantemente quanto sia bella la nostra amata Napoli.

I 12 orologi di Napoli: gli ultimi sopravvissuti alla seconda guerra mondiale
Il quadrante di uno degli orologi

Bibliografia

EAV

1 comment
  1. Per la manutenzione servono soldi e nella finanziaria di quest anno non c’è niente di niente per Napoli e per il SUD!! IL governo di MANDRAGHI manda tutti soldi per i servizi essenziali al norde!! Svegliamoci che ci hanno scippato i soldi!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You May Also Like