Vico Maradona: quando vico Antonio Serra cambiò il nome

Vico Maradona: quando vico Antonio Serra cambiò nome per Diego

Questa storia non ha inizio nel Seicento, periodo storico in cui visse l’economista Antonio Serra, bensì il 10 maggio del 1987, quando Diego Armando Maradona portò lo scudetto a Napoli. Gli fu dedicato un vicolo, vico Maradona, appunto, la gente iniziò a chiamare i propri figli col suo nome, la città fu invasa improvvisamente dalla cosiddetta “maradonite“.

El Pibe De Oro era diventato a 27 anni un cittadino napoletano, grazie alle sue imprese, alle sue parole d’amore nei confronti dei partenopei, alle scorrazzate in mezzo al campo. L’eroe dello Scudetto non poteva non meritarsi dunque anche una strada: e dove se non di fronte al mare, nei pressi della magnifica Riviera di Chiaia? Ecco cosa successe in quelle incredibili giornate di festa, ma prima diamo il giusto riconoscimento a uno dei padri della Questione Meridionale, l’economista Antonio Serra.

Vico Maradona: quando vico Antonio Serra cambiò nome per Diego
Vico Antonio Serra o Vico Maradona

Un po’ di storia: chi era Antonio Serra

Vico Antonio Serra era chiamato fino a qualche secolo fa “Vico Sperduto“, non si sa perché, non si sa come mai. Poi la strada fu intitolata a Antonio Serra, economista seicentesco, di cui si conosce poco e niente. Sappiamo che era laureato in giurisprudenza e medicina (utroque) e che nel 1613 fu imprigionato nelle carceri della Vicarìa di Napoli. L’accusa contro di lui fu la sua partecipazione al complotto architettato da Tommaso Campanella per liberare la Calabria dalla dominazione spagnola, ma più probabilmente fu incolpato di falso monetario.

Il 6 settembre 1617 riuscì a farsi ricevere dal nuovo viceré, don Pedro Téllez-Girón, III duca di Osuna, per proporgli un programma di riforme utili al Regno, ma l’incontro fu infruttuoso e Serra fu rimandato nelle carceri della Vicarìa, dove probabilmente vi morì.

Un secolo dopo l’abate Ferdinando Galiani (1728-1787) troverà, durante i suoi studi, l’opera Breve trattato delle cause che possono far abbondare li regni d’oro e d’argento dove non sono miniere a firma di Serra. “Chiunque leggerà questo trattato” – scrisse Galiani – “resterà sicuramente sorpreso ed ammirato in vedere quanto in un secolo di totale ignoranza della scienza economica avesse il suo autore chiare e giuste le idee della materia di cui scrisse e quanto sanamente giudicasse delle cause de nostri mali e de soli rimedi efficaci.” Galiani ammirava così tanto Serra da confrontarlo al francese Jean-François Melon e all’inglese John Locke, considerandolo superiore a loro per avere vissuto un secolo prima e in un’epoca molto arretrato, dal punto di vista economico.

Il Napoli è campione d’Italia: nasce vico Maradona

All’indomani dello Scudetto, anzi nella sera stessa, a Napoli non si capì più nulla. La città divenne completamente azzurra, carri, clacson e sciarpe invasero la gioiosa Partenope. Così, d’un tratto, il colpo di genio: qualcuno prese un pennello e lo immerse nella vernice azzurra, andando a cambiare il nome di vico Antonio Serra in vico Maradona. Passarono i giorni e nessuno ebbe più il coraggio di cambiare quella scritta. E chi aveva il coraggio di togliere Maradona dalla targa? Nessuno, a parte quando nel 2013 si sfiorò la tragedia. Un’ala del vicino palazzo Guevara di Bovino, edificio del XIX secolo ad opera dell’architetto Moscarella, crollò.

Per fortuna, non ci furono morti e nemmeno feriti e le indagini accertarono che la causa del cedimento furono i lavori della fermata della Linea 6 per la stazione Arco Mirelli. Soltanto durante la ristrutturazione ci si accorse di quel nome sulla targa dedicata a Antonio Serra. Nel 2019, dopo più di 30 anni, la scritta “vico Maradona” scomparve per sempre: ma scommettiamo che c’è ancora qualche nostalgico che lo chiama così?

Bibliografia

Gino Doria, Le strade di Napoli, Riccardo Ricciardi Editore, 1979, Milano

Romualdo Marrone, Le Strade di Napoli, Newton and Compton Editore, 2007, Roma

Luigi Argiulo, I Vicoli di Napoli, Newton and Compton, 2004, Roma

Le incredibili curiosità di Napoli, Marco Perillo, Newton and Compton, Roma, 2020

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