Lido Pola, dalla gloria all’abbandono: il riscatto bagnolese

di Imma Galluccio

Il Lido Pola da litorale frequentatissimo, paragonato alla Long Island napoletana, a discarica dell’italsider, diventato infine luogo sociale, gestito da un gruppo di volontari.

Lido Pola, dalla gloria all'abbandono: il riscatto bagnolese

Long Island napoletana di giorno e night club 

Lido Pola prende il nome dalla città croata di Pola, che durante la seconda guerra mondiale da territorio italiano venne annesso alla ex-Jugoslavia. Ciò comportò l’esodo della comunità Italiana che, maltrattata e perseguitata, abbandonò i territori dell’Istria.

Il lido con ristorante venne costruito da un facoltoso imprenditore napoletano di cui non conosciamo il nome, in onore della comunità italiana di Pola. Il lido Pola, ubicato in via Nisida 24, nel quartiere di Coroglio, a ridosso dell’acciaieria e dell’isolotto, era un centro d’attrazione turistica, balneare e di ristorazione delle estati dei napoletani negli anni Sessanta.

Considerata anche come la Long Island napoletana, si dice che la spiaggia di Cala Badessa, sullo stesso litorale del Lido Pola, essendo più riparata naturalmente, era frequentatissima della comunità Lgbt+ dell’epoca, un posto per poter stare a proprio agio con sé stessi e con la propria sessualità. 

Il lembo di litorale, prima della costruzione dell’Italsider, era un luogo considerato incantato, in cui la natura era protagonista indiscussa. 

L’italsider cambiò il quartiere di Bagnoli, ma il Lido Pola continuò ad essere frequentatissimo prima dai cittadini di Bagnoli poi da tutte le famiglie dei dipendenti dell’acciaieria che trascorrevano le loro estati tra la fabbrica e la spiaggia.

Lido Pola, oltre ad essere ristorante e stabilimento balneare, era teatro di concerti ospitando artisti del calibro di Peppino Di Capri, si organizzavano feste e serate ed era considerato un vero e proprio locale da night. 

Abbiamo delle testimonianze anche in ambito cinematografico del cambiamento che subì il  Lido Pola per l’effetto dell’industrializzazione, tra le scene finali del film “Profumo di donna” del 1974 con protagonista Vittorio Gassman, girate sulla terrazza del ristorante si nota che la discesa a mare è impedita da una grossa costruzione in cemento, ancora oggi presente. 

Lo stabilimento balneare finì per essere adibito alla sola attività di ristorazione. Negli anni Novanta il lido fu dismesso a causa del fallimento dell’attività e divenne discarica di rifiuti di ogni genere.

Lido Pola, dalla gloria all'abbandono: il riscatto bagnolese
Scene del film “profumo di donna” con Vittorio Gassman , 1974.

La riappropriazione sociale: Lido Pola bene comune 

Dopo  20 anni di abbandono, il 7 maggio 2013 è iniziato un percorso di riappropriazione da parte del collettivo Bancarotta 2.0,  con l’obiettivo di impedire che il lido continuasse ad essere oggetto di speculazione da parte dell’amministrazione locale impegnata alla svendita e alla privatizzazione del patrimonio. 

Il focus principale era quello di restituirlo alla cittadinanza con interventi di autorecupero e promozione di attività sociali, culturali, politiche ed artistiche La struttura, originariamente di proprietà del Demanio, è stata prima acquisita al patrimonio del Comune di Napoli e riconosciuta come Bene Comune.

Questo luogo è da esempio a tutti quei posti che, dimenticati e lasciati in uno stato di semi abbandono, iniziano a vivere grazie all’impegno soprattutto dei giovani e della collettività.

Le attività e il carnevale sociale 

Lido Pola, dalla gloria all'abbandono: il riscatto bagnolese
Parata del Carnevale di Bagnoli, credit by Lido Pola via Facebook

Lido Pola torna a rivivere grazie alla presa di consapevolezza dei cittadini e soprattutto all’operato di giovanissimi volontari che amano e proteggono il territorio, essendo sensibili anche a questioni attuali come il cambiamento climatico. 

La riappropriazione del bene da parte del collettivo ha significato in primo luogo la bonifica del territorio da tutti i rifiuti. Il Lido Pola fa parte delle associazioni di #RipuliAmo, che  organizzano dei veri e propri appuntamenti con la collettività  per la pulizia e la riqualificazione dei luoghi della zona Flegrea. Queste attività si estendono spesso alla pulizia e alla cura di Cala Badessa, uno dei pochi tratti di spiaggia parzialmente sopravvissuto alla speculazione e all’inquinamento dell’ex-polo siderurgico di Bagnoli. 

Le attività svolte al Lido Pola sono numerosissime, sede di costanti laboratori, per permettere una totale e sicura fruibilità dello spazio. 

Il Lido contribuisce all’organizzazione del Carnevale Sociale di Napoli, concedendo lo  spazio per la costruzione  della parata nel quartiere di Bagnoli, tenendo dei laboratori con i bambini al Lido e per le strade, animando la domenica di Carnevale con carri, travestimenti, giochi e musica ispirati a temi sociali. Oggi il Carnevale di Bagnoli fa parte del Carnevale Sociale di Napoli che raggruppa 23 cortei cittadini.

La comunità del Lido Pola è poi tra le protagoniste nelle mobilitazioni per la bonifica e la riconversione dell’ex-Italsider e, più in generale, per l’Area Flegrea. Lido Pola inoltre, dopo 8 anni di riappropriazione del luogo, organizza eventi e feste studentesche, l’obiettivo è quello di riportarlo alla sua vecchia funzione riscattandolo da anni di incurie e degrado.

Lido Pola, dalla gloria all'abbandono: il riscatto bagnolese
Credit by Lido Pola via Facebook