Il balcone di San Domenico Maggiore: la casa dell'Inquisizione napoletana

Il balcone di San Domenico Maggiore: la casa dell’Inquisizione napoletana

Ammettiamolo, in pochi ci fanno caso. Sulla facciata principale della basilica di san Domenico Maggiore, nella piazza che porta il suo nome e oggi centro della movida napoletana, c’è un balcone. Non uno come gli altri. Lui è lì, solo, calcolato soltanto da una minima parte di passanti, che si interrogano sul suo ruolo sull’esterno tufaceo di questa chiesa.

La sua origine è quattrocentesca, lo sappiamo per via dei simboli in marmo dedicati alla famiglia Carafa, vicina alla dinastia Aragonese, che proprio qui fece innalzare una cappella. Spunta dal nulla, in basso sulla destra, come se si rivolgesse alle migliaia di persone che quotidianamente invadono la piazza, ma non tutti ricordano il suo triste passato. Ecco qui tutto quello che c’è da sapere sul balcone dell’Inquisizione di piazza san Domenico Maggiore.

Il balcone di San Domenico Maggiore: la casa dell'Inquisizione napoletana
Il balcone quattrocentesco

Il balcone dell’Inquisizione

In primis è bene ricordare che la chiesa fu eretta dai frati Domenicani verso la fine del 1200 e fu la casa maggiore dell’Ordine nel Regno di Napoli. L’Inquisizione giunse a Napoli ufficialmente nel 1547, attraverso la figura di don Pedro di Toledo, il quale sperava con questo strumento di poter controllare la nobiltà ribelle. Ci fu un pallido tentativo di fermare l’onda inquisitoria ad opera di Ferrante Sanseverino che, dopo un primo successo, fu vittima di un inganno del viceré.

All’interno della chiesa fu allestita di punto in bianco una sala dedicata a sede dell’Inquisizione, adibita ad accogliere il terribile tribunale. Si stima che furono circa 12.000 i napoletani che passarono in quella sala e molti, attraverso orribili torture, furono uccisi, alcuni di questi al rogo. Ci passò anche Giordano Bruno, monaco del convento accusato di eresia e costretto a fuggire da Napoli, ma poi catturato e arso vivo a Roma il 17 febbraio del 1600.

Tornando al nostro balcone, era da qui che si affacciava l’inquisitore (o chi ne faceva le veci) per declamare le sentenze prese dal Tribunale. Incredibile pensare che soltanto 500 anni fa quel balcone significava morte o terribili presagi per i cittadini napoletani. La sua posizione non è a caso: all’epoca non esistevano megafoni o microfoni e il popolo doveva recepire il messaggio in maniera chiara e distinta. Per questo motivo il balcone costruito dai Carafa, posto in alto ma non troppo nella centralissima piazza San Domenico, che anche allora era frequentatissima, fu scelto ed utilizzato dall’Inquisizione per decretare le loro decisioni.

Il balcone di San Domenico Maggiore: la casa dell'Inquisizione napoletana
La chiesa dedicata a san Domenico

Nessun simbolo esoterico, nessuna improbabile nota in aramaico, qui la storia ha lasciato un grosso segno, non solo nella memoria dei napoletani, ma anche sulla facciata della stessa chiesa. Il balcone è lì, ha resistito al corso del tempo, come duro monito per ricordare ai posteri una delle più grandi scelleratezze compiute dall’essere umano nella sua incredibile storia.

Per circa due secoli, quotidianamente, venivano lette le sentenze prese dal Tribunale dell’Inquisizione, che si trovava proprio nei pressi della cella in cui nel 1273 si svolse il celebre miracolo di san Tommaso d’Aquino. Oggi la sala è visitabile raramente, ma sarebbe bello se anche questo articolo contribuisse alla riapertura costante di quello che è, ancora oggi, nel bene o nel male, una piccola parte della grande storia di Napoli.

Bibliografia

Marco Perillo, I luoghi e i racconti più strani di Napoli, Newton And Compton, Roma, 2019

Orsola Foglia, Ida Maietta (a cura di), La fabbrica di San Domenico Maggiore a Napoli. Storia e restauro, Arte’m, Napoli 2016

Vincenzo Regina, Le chiese di Napoli. Viaggio indimenticabile attraverso la storia artistica, architettonica, letteraria, civile e spirituale della Napoli sacra, Newton And Compton, Roma, 2004.

Luigi Salerno, Il convento di S. Domenico Maggiore in Napoli, Napoli 1997

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You May Also Like