Quando Lucky Luciano viveva a Napoli, nella sua casa in via Tasso 484

Von Francesco Li Volti

"Lucania (Lucky Luciano) besitzt, ohne Eigentümer zu sein, ein Gebäude in der Via Tasso 484, Vomero, Neapel. Lucania zahlte für das Gebäude hundert Millionen Lire. Es befindet sich in einer der beiden luxuriös eingerichteten Wohnungen im Obergeschoss. Carlo Scarfaio ist sicherlich der Besitzer, aber in Wirklichkeit ist er es nicht. Lucania lebt hier seit Juni 1952". A scrivere queste righe fu la Guardia di Finanza di Napoli, il 5 maggio 1953.

Prämisse

Mit dieser Geschichte wollen wir weder dem gewalttätigen Leben eines der blutrünstigsten Bosse der Unterwelt aller Zeiten Raum geben, noch Anekdoten über seine Privatsphäre erzählen. Uns geht es nicht darum, sondern um Geschichte Neapels: und hier ist eine Geschichte. Das des Palastes von über Tasso 484, dove Luciano visse gli ultimi 16 anni della sua vita, insieme alla sua compagna Igea Lissoni, eine Mailänder Tänzerin der Leiter di 23 anni più giovane di lui, conosciuta in un hotel di Rom im Jahr 1947.

Ankunft in Neapel

Dopo la sua carcerazione americana, il 12 aprile 1947 Luciano kam zu Genua an Bord der "Bakir“ Und wurde sofort mitgenommen Marassi-Gefängnis, per poi essere trasferito a quello dell’Ucciardone di Palermo, scortato da cinque carabinieri. Rimesso in libertà il 14 maggio, Luciano si stabilì a Capri, ma la vita da isolano non era abbastanza per lui, quindi, fece le valigie e si spostò a Neapel.

Lucky Lucianos Wohnung in der Via Tasso

Der glückliche Luciano im Jahr 1952, der es leid war, von einem Haus zum anderen davonzulaufen, wollte seinem Partner etwas geben Igea Lissoni un po’ di serenità coniugale. Dopo tutto, si era fatto più anni in carcere che fuori. Dopo una ricerca nemmeno tanto stressante, conoscendo i mezzi del boss, riuscì a pagare 100 Millionen di lire per die beiden obersten Stockwerke eines Gebäudes in der Via Tasso (anche se c’è chi afferma che pagò soltanto 5 milioni), una bella e panoramica casa di Parco Comola, lussuosamente arredata (con una vista sul Vesuv beneidenswert).

Sull’esatta locazione, le fonti sono discordi. Die Zahl 484 (am meisten akkreditiert) entnommen wird Antimafia-Bericht von 1976 und aus zahlreichen Büchern; Nummer 128, im Park Comola Ricci, wird zitiert von ein Artikel der Einheit von 1958; schließlich bei Nummer 464, nach noch anderen Autoren. Unter den Kuriositäten, die sich innerhalb dieser Mauern ereigneten, ist es schwierig, die Entscheidung, sich einem Elektrogerätegeschäft zu widmen, nicht zu erwähnen über Chiatamone, ma anche prodotti medicali per studi medici e dentistici: il locale stava alle spalle dell’Hotel Royal, quasi di fronte all’attuale centro ASL. 

Ma il suo proposito durò meno di un anno, tra il 1955 e 1956. C’è chi dice anche che avesse un negozio di ortopedia in via Avvocata, una traversa di piazza Dante.

In compagnia della coppia visse anche un cagnolino a cui Lucky era molto affezionato. Era un Pinscher-Spielzeug, una razza famosa per la sua sensibilità nell’avvertire il pericolo. Lucky Luciano non se ne separò mai: in America questo cane lo aiutò diverse volte per capire se stavano arrivando i mafiosi per ucciderlo o i poliziotti per arrestarlo. E a quanto pare, lo ha sempre salvato. Si sa anche che amava andare a mangiare in una vecchia locanda a piazza Municipio e che gli piaceva particolarmente il fegato arrostito con aceto e una foglia di menta.


Il 27 settembre del 1958 la Lissoni morì nell’appartamento napoletano, un evento che destabilizzerà la vita del boss. Lucky morirà d’infarto il 26 maggio del 1962, prima di incontrarsi con un produttore cinematografico, interessato a fare un film sulla sua vita, all’Capodichino Flughafen.

Quando Lucky Luciano viveva a Napoli, nella sua casa in via Tasso 484
Un articolo che parla delle denunce di Lucky Luciano

Literaturverzeichnis:

http://archiviopiolatorre.camera.it/img-repo/DOCUMENTAZIONE/Antimafia/02_rel_2.pdf

Das letzte Testament von Lucky Luciano: Die Mafia-Geschichte in seinen eigenen Worten, Martin Gösch, Richard Hammer, 1975

Im Tod von Don Masino, Pietro Orsatti, Imprimatur, Reggio Emilia, 2016

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