La Solfatara, il Grand Tour e la scoperta dei poteri afrodisiaci

Von Francesco Li Volti

Uno studio pubblicato nel 2009 sulla rivista scientifica americana Pnas, e successivamente rimbalzato tra le agenzie stampa di tutto il mondo, evidenziò come i fumi prodotti dalla Solfatara di Pozzuoli avessero un potere, come dire, afrodisiaco, sugli uomini. L’articolo fu firmato dal professor Louis Ignarro (premio Nobel per la Medicina) e dal team dell’Universität Neapel Federico II, composto da Roberta d’Emmanuele di Villa Bianca, Raffaella Sorrentino, Pasquale Maffia, Vincenzo Mirone, Ciro Imbimbo, Ferdinando Fusco, Raffaele De Palma e Giuseppe Cirino.

Questa scoperta va a dar conto alle teorie boccaccesche, ovvero sulle proprietà eccitanti di alcuni di questi gas vulcanici. In soldoni quel che la ricerca ha dimostrato è che nei tessuti cavernosi dell’organo sessuale maschile vi sono anche due enzimi che producono idrogeno solforato (l’H2s che sarebbe il gas prodotto dalla vaso-dilatazione che garantisce buone prestazioni), proprio lo stesso gas che viene prodotto nell’area vulcanica di Pozzuoli, riconoscibilissimo grazie all’inconfondibile odore forte di zolfo che lo caratterizza.

La Solfatara, il Grand Tour e la scoperta dei poteri afrodisiaci
Una fumarola della Solfatara di Pozzuoli

La Solfatara nel passato

C’è chi potrebbe storcere il naso a una notizia del genere, e non avrebbe tutti i torti. Ma un luogo così sacro ai napoletani come la Solfatara di Pozzuoli deve essere denudato dai suoi segreti e anche piccole curiosità come queste, che ci permettono di sorridere, hanno l’obbligo di essere raccontate.

Innanzitutto, la Solfatara è così tanto famosa e ammirata in tutto il mondo che il primo a citarla fu addirittura Strabo, in seinem Geografia. In epoca imperiale però la fantasia vinceva sugli studi e quindi il cratere fu scambiato per la casa del dio Vulcano, ovvero l’ingresso degli inferi, il cosiddetto Forum Vulcani. Solfatara viene da Sulpha Terra cioè Terra dello Zolfo, una sostanza che in passato veniva usata per fare tantissime cose, ecco perché era preziosissima.

Per esempio, lo zolfo è perfetto per fissare il colore sulle stoffe, per ammorbidire la pelle, per creare filtri d’amore e anche per determinati farmaci. L’allume, nello specifico, si utilizzava per fermare le emorragie. Nei tempi passati chi era solito farsi la barba da solo era spesso munito di matita all’allume per fermare il sanguinamento di eventuali tagli. La zona, nota anche come Colli Bianchi, prendeva questo nome proprio a causa dell’allume e del caolino che davano al cratere questo colore biancastro che potete notare ancora oggi.

Meglio del viagra

Questa storia potrebbe iniziare nel 2009, l’anno in cui iniziò a circolare la notizia che i fumi vulcanici prodotti dalla Solfatara erano in realtà un afrodisiaco potentissimo, tanto da mettere fuori gioco la pillola blu per eccellenza, il viagra. Subito dopo la zona venne presa d’assalto e soltanto dopo le risposte di alcuni scienziati, interpellati dopo l’uscita della notizia, è stato compreso che non bastava la sola inalazione occasionale del gas a trasformare un uomo normale nello stallone di turno.

“Se il piacere dei sensi avesse il suo tempio, sarebbe su un cratere a 162 gradi di temperatura, raccontano gli scienziati. Un terreno irregolare e interrotto, solcato da esplosioni e cadute profonde, ma soprattutto irrorato da preziosi fumi solforosi. In due parole: la Solfatara, Pozzuoli. Lo stesso comune in cui, chissà se è un caso, i matrimoni non conoscono flessioni da anni e la natalità supera felicemente il tetto dei mille parti all’anno.”

Conchita Sannino, La Repubblica

A firmare la scoperta c’era il Premio Nobel per la Medicina 1998 Louis Ignarro (tra l’altro un particolare che lega il luminare a Napoli è che venne a conoscenza di aver vinto il prestigioso riconoscimento, proprio una volta atterrato all’aeroporto di Capodichino, visto che l’aspettava una lezione agli studenti dell’Università degli Studi Federico II) e dal preside della Facoltà di Farmacia dell’Ateneo napoletano, Giuseppe Cirino, dal professore Vincenzo Mirone della Clinica Urologica dell’Ateneo, in collaborazione con Roberta d’Emmanuele di Villa Bianca.

“Il Viagra naturale insomma, lo stesso identico gas che avvolge da millenni il più antico Forum Vulcani della costa flegrea, la Solfatara già citata da Strabone nella sua geografia, tuttora visitata da 130mila visitatori l’anno (erano però 200 mila prima distesa di saune e fumarole tuttora gorgoglianti di della crisi rifiuti): quell’aroma che inebria alcuni e disgusta altri”.

Uno scenario nuovo, originale, direte. Eppure già ai tempi dei Romani, ma anche nel Medioevo, la Solfatara era meta di pellegrinaggio di coloro che avevano intenzione di migliorare le proprie prestazioni con le loro consorti. Non avevano la nostra tecnologia per pensarlo, non avevano svolto alcuno studio. Eppure c’avevano proprio ragione, verrebbe da commentare.

La Solfatara, il Grand Tour e la scoperta dei poteri afrodisiaci
La Solfatara

La Mecca dei viaggiatori

Con le sue suggestioni lunari e dantesche, la Solfatara è un posto unico nel suo genere, e non a caso è stato spesso set per alcune scene di film che rimandavano all’Aldilà o al Purgatorio. Si pensi soltanto ai fan di Toto, mit 47 morto che parla, iconico al massimo nelle inquadrature svolte ai Campi Flegrei o Hingabe, di John Turturro, mit Rosario Fiorello che canta e balla insieme al regista americano la celebre Caravan Petrol, Von Renato Carosone.

Tra Settecento e Ottocento poi la Solfatara si trasformerà nel luogo più eccitante per i viaggiatori del Grand Tour, in cerca di emozioni e panorami nuovi, unici. Nel 1900 aprì invece lo stabilimento termale con le sue stufe naturali, come testimoniano ancora oggi gli eleganti fogli pubblicitari e le stampe illustrative.

Magie a parte, oggi la Solfatara è sicuramente il più attraente tra i quaranta vulcani dei Campi Flegrei, 33 ettari che permettono di passeggiare tra panorami di rara bellezza e suggestione. E poi le sue fumarole, le mofete, i vulcanetti che cacciano il gas, e che gas. Non di certo un gas qualunque: perché qui, è oramai chiaro, nulla è come sembra.

Literaturverzeichnis

Alchimia e medicina a Napoli, Antonio Emanuele Piedimonte, Intra Moenia Edizioni, Napoli, 2014

https://www.pnas.org/content/106/11/4513

Universität Federico II

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