Alfonso Carafa. El duque que hizo grande a Nocera

De Roberto Iosa

Il duca di Nocera Alfonso Carafa della Stadera è senza dubbio un personaggio storico di grande rilievo.

Visse nel ‘500 esercitando un potere molto ampio su diversi territori. E a Nocera Inferiore sono ancora presenti numerose testimonianze della sua vita. Ma per scoprile bisogna prima analizzare la sua figura.

Una nobile stirpe

La famiglia Carafa è un’antichissima casata napoletana che molti ritengono derivi da quella dei Caracciolo.

Iscritta al Seggio del Nilo, possedeva numerosi feudi in tutto il Sud Italia. I suoi appartenenti erano baroni, marchesi, duchi, conti e principi. La loro dinastia vantò anche un pontefice: Giovan Pietro Carafa, eletto nel 1555 con il nome di Paolo IV.

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Papa Paolo IV, al secolo Giovan Pietro Carafa

I Carafa della Stadera, così come i Carafa della Spina, sono un ramo cadetto di questa nobile famiglia. Nel 1521 Tiberio Carafa della Stadera, conte di Soriano Calabro, acquista dal Regno di Napoli la città di Nocera de’ Pagani. Diviene così il primo duca di Nocera.

Il controllo dei Carafa su Nocera durerà fino al 1648, quando il duca Francesco Maria Domenico Carafa morirà senza lasciare eredi.

Alfonso Carafa, il protagonista della nostra storia, fu il terzo duca di Nocera e sotto il suo reggimento la città raggiunse la massima estensione e ricchezza. Si legò infatti in matrimonio con Giovanna Castriota appartenente alla famiglia albanese Scanderbergh.

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Stemma della famiglia Carafa – Castriota Scanderbergh. Si trova sul pavimento del pronao della chiesa di Sant’Andrea a Nocera Inferiore, davanti al monumento funebre al duca Alfonso Carafa. Nella metà sinistra lo stemma della famiglia Carafa, tre fasce d’argento su sfondo rosso. Sulla destra, invece, quello della famiglia Castriota Scanderberg: un’aquila nera a due teste su sfondo d’oro.

Sulle tracce del duca

Sul territorio di Nocera Inferiore sono presenti diverse testimonianze legate ad Alfonso Carafa.

Il duca fondò una serie di edifici ecclesiastici e modificò in parte altri già esistenti. Al primo caso appartengono le chiese di Santa Maria del Presepe y de S. Andrea. Al secondo, invece, il complesso del convento di S. Antonio sulla collina di San Francesco.

É ritratto insieme alla moglie nella predella della “Madonna del Rosario” del fiammingo Aert Myrtens. Il quadro è custodito nella Cattedrale di Nocera Inferiore.

Sant’Andrea a Nocera Inferiore: la chiesa sul colle

Alfonso Carafa morì proprio a Nocera (all’epoca Nocera de’ Pagani) nel 1581. Ed è proprio qui che si trova il suo monumento funebre.

Per ammirarlo bisogna salire un po’, lontani dal caos della città. Sopra la collina del Parco di Nocera Inferiore, infatti, si gode di una vista privilegiata su tutto il territorio.

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La salita della collina del Parco di Nocera Inferiore che porta al complesso di Sant’Andrea. In questa chiesa, costruita nel ‘500 per volontà di Alfonso Carafa, si trova il monumento funebre a lui dedicato.

Questo luogo è sempre stato al centro della storia del territorio, per via della sua posizione strategica. Lo testimoniano i numerosi edifici, sia religiosi che non, costruiti nel corso dei secoli. Un vero e proprio centro direzionale, insomma.

E all’inizio dell’altura si trova la chiesa di Sant’Andrea, costruita proprio per volere del duca Alfonso Carafa. Fu edificata nel 1563 e accolse una comunità di frati Cappuccini. L’edificio nel corso della storia ha subito diversi rimaneggiamenti.

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La facciata della chiesa di Sant’Andrea a Nocera Inferiore

Pare che Alfonso Carafa fosse molto legato a questo luogo, tanto da riservarsi una cella personale per i suoi esercizi spirituali.

Sant’Andrea fu abbandonata per un periodo dopo il terremoto del 1980. Questo evento portò alla scomparsa di alcune tele di francesco solimena custodite al suo interno. Nonostante ciò la sua bellezza rimane ancora intatta. Il coro e l’altare maggiore in legno sono i pezzi pregiati del complesso.

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L’interno della chiesa di Sant’Andrea. Sul fondo lo spettacolare altare in legno con al centro una copia della Madonna delle Grazie di Francesco Solimena, il cui originale era qui custodito

Il monumento funebre del duca Alfonso Carafa

Nella chiesa di Sant’Andrea si trova il monumento funebre di Alfonso Carafa.

Quello che si può ammirare attualmente, in realtà, è molto diverso da ciò che doveva essere all’inizio.

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Il monumento funebre in marmo del duca Alfonso Carafa. Siamo nel pronao d’ingresso della chiesa di Sant’Andrea. Sulla destra, l’accesso alla navata centrale.

Questo interessante esempio di scultura funebre del Sud Italia si trovava in origine nel “Cappellone”. Corrisponde alla parte retrostante l’altare, sormontata da una poderosa cupola. Costituiva la sepoltura ufficiale di Alfonso e di tutti i membri della famiglia Carafa.

Oggi il monumento si trova invece nel pronao di ingresso della chiesa, poggiato alla parete di sinistra. Lo spostamento è dimostrato anche da una targa laterale che recita:

“Questo marmoreo sepolcro abbattuto nel 1857 restituito al culto dell’arte nel 1912 vollero i frati cappuccini dal primitivo luogo qui trasferire. Omaggio di gratitudine al loro fondatore”

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Il monumento è opera degli scultori Annibale Caccavello Y Giovan Domenico D’Auria, autori anche del monumento a Galeazzo Caracciolo in S. Giovanni a Carbonara a Napoli. E le due opere, in effetti, presentano molti tratti in comune.

Oltre che per l’ubicazione, il monumento funebre di Alfonso Carafa differisce rispetto al passato anche nella forma. Si presume infatti che in origine fosse molto più opulento e sfarzoso, data l’importanza della famiglia al tempo.

In origine vi erano anche due draghi reggimensola in marmo, poi trafugati. Come si evince da una testimonianza del sacerdote Giuseppe Messina, alla fine del ‘700 si trovava ancora un busto marmoreo di Alfonso Carafa:

“Vedesi quindi in esso Cappellone superiore il magnifico Mausoleo di bianco marmo, e tutto ornato di figure, e fiorami di basso rilievo, e col busto di Alfonso Carafa, duca di Nocera, quivi seppellito, con a fianco le sue armi gentilizie Carrafesche…”

Al centro del sarcofago, fatto erigere dalla moglie Giovanna Castriota, si trova un’epigrafe in latino commemorativa dedicata al duca e marito.

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La targa commemorativa al duca Alfonso Carafa. Recita: “Alla memoria coniugale per Alfonso Carafa figlio di Ferdinando, Duca ricchissimo di lodi a causa della incomparabile religione in Dio nel dover moderare i popoli la prudenza cosicchè pure essendo morto vivente eternamente in cielo fosse anche in terra dignissimo della immortalità per cui si dispiacque di null’altro che della morte… Giovanna Castriota, moglie felicissima mentre viveva il marito, sempre mestissima dopo la morte del marito con il cuore straziato affidò al marmo irrorando di lagrime custodì le ossa nell’anno del Signore 1581

Il duca Alfonso Carafa rappresenta un pezzo importante di storia del territorio di Nocera Inferiore e Superiore ma non solo. Un personaggio dal grande carisma la cui eredità è ancora visibile agli occhi dei suoi concittadini.

Fuentes

  • S. Somma - C. Zarra (editado por), Giuseppe Messina. Storia Nocerina Sagra. Dissertazioni su Chiese, Monasteri, Collegi e Conventi della Città di Nocera de’ Pagani, Ediciones de arte impreso, Nocera Superiore 2018.
  • G.Orlando, Historia de Nocera de 'Pagani, Nápoles 1884-7.
  • G. Salierno – V. Piccolo, La pinacoteca (ed altre opere conservate) nel convento di S. Antonio, Nocera Inferiore, MediaCom, 1997.
  • http://www.genmarenostrum.com/pagine-lettere/letterac/carafa/carafa-nocera.htm

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