“Voce ‘e notte” , la voce di un amore tutto napoletano

罗伯塔·伊贝洛

Quella che si sente è la voce di un 坠入爱河, di un “pazzo” innamorato , una sola voce , una serenata senza nomme, nello scenario di una notte napoletana.

Alle origini di Voce ‘e notte

Quel pazzo era Edoardo Nicolardi, un giovane di venticinque anni,ragazzo in gamba, intraprendente giornalista e paroliere napoletano. Ma ahimè innamorato.

Si, di una giovane diciottenne, la bella Anna Rossi.  L’amore tra i due si fa spazio quanto può, tra uno sguardo rubato e un accennato sorriso.

Ma più cresce e più questo platonico sentimento ha bisogno di mettere radici. E allora il giovane Edoardo si fa coraggio e deciso chiede la mano della sua amata. Ma il commendator Gennaro Rossi, nonchè padre di Anna e uomo tra i più ricchi del rione, non crede nella legge del cuore ma solo in quella del denaro. Sembra allora destinata a spegnersi quella fiamma e a soffiarci sopra c’è anche il matrimonio di interessi che il commendatore combina per sua figlia.

Anna infatti è costretta a sposare il signor Pompeo Corbera di trentacinque anni più anziano.

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Un amore da realizzare

Se Edoardo si fosse rassegnato, se avesse lasciato andare via quel suo folle amore, ora non ci sarebbero queste note, questa canzone non avrebbe fatto innamorare milioni di amanti. Si perchè ogni notte, il filo invisibile che legava i due giovani cuori portava Nicolardi sotto il balcone dove l’infelice sposa stava consumando l’infelice luna di miele.

E nell’illusione di un attimo, credendo di vederla tra ” e llastre” del balcone , Edoardo da voce al suo dolore. Semplici parole, che in quella notte napoletana diventano l’unico modo per raggiungere Anna, l’unico modo per poterle accarezzare la mano e per farle sentire ancora l’inconfondibile voce del suo amore.

 “Nun ghí vicino ê llastre pe’ fá ‘a spia,

pecché nun puó’ sbagliá ‘sta voce è ‘a mia… “

Il signor Pompeo Corbera, pace all’anima sua, morì. Sarà stata la magia di quella poesia cantata o semplicemente il destino. Di qualsiasi cosa si tratti i nostri giovani amanti poterono trasformare quel sogno d’amore in una lunga vita insieme.

Quelle parole vennero poi musicate da Ernesto De Curtis, e dal 1904 questa canzone non esce più dalle nostre case e dai nostri cuori.

-Roberta Ibello

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