Giulia Colonna:让朱塞佩·波拿巴失去理智的那不勒斯女人

的故事 Giulia Colonna poteva prendere tantissime strade diverse. Sarebbe potuta diventare regina di Napoli, avrebbe potuto mettere al mondo un re dal sangue per metà napoleonico e per metà napoletano. Giulia Colonna fu la donna che rapì il cuore di Giuseppe Bonaparte, durante il suo mandato come re del Regno, nel capoluogo campano.

Giulia Colonna: la napoletana che fece perdere la testa a Giuseppe Bonaparte
Giulia Colonna

Le “corna” a palazzo

Giulia Colonna, figlia del principe di Stigliano, aveva soltanto 20 anni quando sposò il marito, Gerolamo Acquaviva d’Aragona, duca d’Atri, di due anni più piccolo. Si dice che Gerolamo fosse un uomo molto timido e poco attratto dalla donna, la quale invece riscuoteva un notevole successo al di fuori delle mura di casa. Giulia era una donna bellissima, raffinata ed elegante, mai una parola fuori posto, arguta e intelligente.

Quando Giuseppe Bonaparte giunse a Napoli nel 1806, per divenire il nuove re, fu immediatamente fulminato dallo sguardo della Colonna. Bonaparte era sposato con Maria Giulia Clary (stesso nome dell’amante), ma si sa, i re non badavano molto alla fedeltà tra le lenzuola del letto. Giuseppe iniziò a fare il filo alla bella napoletana, all’epoca 23enne, nel fiore dei suoi anni. Bonaparte, senza sosta, si guadagnò il favore della bella napoletana, convincendola a tradire il giovane marito. Una storia di tradimenti su tradimenti, che potrebbe fare invidia soltanto alla soap opera americana Beautiful.

Dopo tanto e duro lavoro, la Colonna si decise di ricambiare l’amore per il re. Solo che c’era un però. Un però che sarebbe dovuto durare tre mesi. Secondo le leggi dell’epoca, infatti, il matrimonio poteva essere annullato se dopo due anni non fosse stato ancora consumato: sarebbe bastato provare la verginità della moglie. I due si conobbero proprio quando stava per giungere al termine questo periodo: mancavano 90 giorni.

Giulia Colonna e l’amore per il re

Bisogna pensare a Giulia Colonna come una vera e propria sventola. Le cronache dell’epoca ci fanno capire che quando passeggiava, in molti la guardavo. Era desiderata, era voluta, ma era sposata. Lo sapeva bene il re, che pare non accennasse mai a un minimo di gelosia. Sono note le lettere tra i due, in cui si scambiano parole dolci e di ammirazione. In realtà, il carteggio più interessante riguarda proprio la richiesta della donna di aspettare altri tre mesi:

Perché non vi accontentate, per il momento, della certezza di essere amato? Mancano soltanto tre mesi. Se, per la mia debolezza, non vi lascio più nulla da desiderare, renderete impossibile da giustificare la mia separazione. Mi condannate con ciò a trascorrere il resto della mia vita con chi non mi sa apprezzare. Non imponetemi questo sacrificio eterno!

Giulia Colonna

Dopo tre mesi, se non fosse avvenuto alcun rapporto, i due avrebbero potuto annullare il matrimonio e la donna sarebbe stata libera di dedicarsi alle attenzioni del re. La storia, però, andò diversamente e, a meno di due settimane dallo scocco del secondo anniversario, Giulia cedette alle avances del re. La donna rimase incinta, ma non poteva dirlo a nessuno: su di lei sarebbero cadute le ingiurie del popolo, in molti avrebbero parlato di lei come “una poco di buono”.

Per questo motivo, si fece convincere da Giuseppe Bonaparte che, con un escamotage da prestigiatore d’altri tempi, riuscì nel suo intento. Il re consigliò a Giulia Colonna di non perdere tempo e recarsi dal marito, ammaliandolo e seducendolo. I due avrebbero dovuto fare l’amore, altrimenti il misfatto sarebbe stato scoperto.

Giulia Colonna: la napoletana che fece perdere la testa a Giuseppe Bonaparte
约瑟夫·波拿巴

Il re prende tempo

Nel frattempo quel vecchio marpione di Giuseppe non rimase con le mani in mano. Come un vero gigolò, approfittò del tempo lontano dalla moglie Giulia Clary, per darsi alla pazza gioia con la Giulia napoletana. Dalla sua parte, sembrerebbe che fosse anche lo stesso Napoleone, che in una lettera indirizzata al fratello, spiega come mai ha preferito tenere lontano la moglie dal marito;

Non ho voluto ordinare direttamente alla regina di raggiungerti a Napoli. Si trova bene a Parigi a me non pace affatto che le donne bambini corrano rischi in mezzo a sedizioni e rivolte. In verità non vedo motivo per cui essa non debba rimandare ancora un un poco il viaggio. Le ho scritto che voi desideravate vederla al vostro fianco ma che io penso che debba trascorrere ancora una parte dell’inverno a Parigi.

Napoleone Bonaparte

Quando la moglie legittima di Bonaparte giunse a Napoli, Giulia Colonna si presentò presso il 皇宫, ed ebbe modo di conoscere direttamente la famiglia del re:

Sono andata a palazzo reale per fare visita alla regina. Ho visto le tue due figliolette, amico mio dolce. Che emozione mi ha causato la loro presenza! I mio cuore palpitava. Avrei voluto abbracciarle mille volte, ma guardi sospettosi ed estranei me l’hanno impedito. Non puoi immaginare, invece, come e quanto a lungo le tue bambine guardassero me. Ciò mi ha fatto concepire la speranza di non riuscirgli odiosa. Amo tutto ciò che appartiene a te. Amo tua moglie e le tue figlie perché mi ricordano te…

Giulia Colonna

Dalle parole della donna è possibile cogliere l’affetto e l’amore che provava nei confronti del suo amante. Non era solo il re di Napoli, Giuseppe Bonaparte era diventato il proprietario del cuore della bella figlia del principe di Stigliano.

Giulio Bonaparte: il nipote napoletano di Napoleone

Dopo tre mesi dall’ufficialità della gravidanza di Giulia Colonna, Giuseppe Bonaparte dovette partire in direzione delle Spagna, messo lì sul trono dal fratello. La Colonna partorirà nel 1806 Giulio, figlio diretto di Giuseppe Bonaparte, ma mai riconosciuto. Successivamente, Giuseppe Bonaparte tornò nella Capitale nel 1808 e anche durante il suo breve soggiorno, ebbe modo di incontrarsi nuovamente con Giulia. Nello stesso anno nascerà Teresa, la quale morirà dopo nemmeno un anno di vita. A Napoli, successivamente, giunse 约阿希姆·穆拉特

Di Giulio, purtroppo, non se ne seppe nulla: abbiamo soltanto la data della sua morte, il 1838.

参考书目

Storia delle Donne di Napoli, Yvonne Carbonaro, Kairos Editore, 2021, Napoli

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